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RITIRO SPIRITUALE DI QUARESIMA 2023

Appuntamento, come da tradizione, a Pozzallo nella Chiesa di Santa Maria della Fiducia. A guidare la riflessione Fra Giuseppe Maria Pulvirenti

Carissimi,
anche quest’anno ci ritroveremo, il 5 marzo p.v., II^ Domenica di Quaresima, a vivere il ritiro diocesano voluto sinergicamente dagli Uffici Liturgico e Catechistico insieme alla Caritas diocesana, rivolto ai diaconi permanenti, agli animatori Caritas, ai ministri straordinari della Santa Comunione, ai catechisti, agli animatori liturgici e a tutti gli operatori pastorali della Diocesi.

Guiderà la riflessione Fra Giuseppe Maria Pulvirenti, appartenente all’ordine dei Frati Minori Rinnovati, a partire dall’icona di Betania che ci accompagna nel cammino della nostra Chiesa di Noto.
Sarà anche l’occasione per stringerci in preghiera per l’ingresso in Diocesi del Vescovo Salvatore.

Il ritiro si terrà, come da tradizione, a Pozzallo nella chiesa di Santa Maria della Fiducia ed avrà il seguente programma:

  • ore 9.00: arrivi e accoglienza
    ore 9.15: preghiera dell’Ora Terza
    ore 9.30: meditazione tenuta da fra Giuseppe
    ore 10.30: pausa (coffe break)
    ore 10.45 -11.30: riflessione personale
    ore 11.45: Celebrazione Eucaristica
    ore 12.30: saluti

Siamo tutti invitati a vivere assieme questo momento di forte spiritualità per interrogarci ancora una volta sul mistero di Dio che ci supera e di fronte al quale dobbiamo chiedere con umiltà di avere occhi che vedono per scorgere i segni del Padre.

Nell’attesa di incontrarci,
vi salutiamo fraternamente

Don Bruno Carbone,
Don Giuseppe Stella,
Fabio Sammito

PUBBLICATO IL BANDO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 23/24.

Nella nostra diocesi sono disponibili 20 posti per 3 progetti, tra Modica e Pachino. Durata 12 mesi. Scadenza: 10 febbraio 2023

Dedicato alle giovani e ai giovani che desiderano cogliere l’opportunità di investire 12 mesi nel conoscere meglio sè stessi, fare esperienza di servizio dentro realtà (associazioni, cooperative) impegnate nel sociale e condividere i valori dell’operato della Caritas diocesana… è stato pubblicato, il 15 dicembre 2022, il bando di Servizio Civile Universale con scadenza 10 febbraio 2023, emanato dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.

20 POSTI PER 3 PROGETTI CARITAS NOTO
Nella nostra diocesi sono disponibili 20 posti in 3 progetti di cui si allegano le sintesi.
Ricordiamo alle giovani e ai giovani interessati che l’accesso e la selezione dei progetti di servizio civile della Caritas Italiana vengono curati dalle Caritas diocesane, secondo le modalità previste dal Sistema di reclutamento e selezione accreditato presso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale.

La scadenza per le domande è fissata alle ore 14.00 di venerdì 10 febbraio ’23. Le domande vanno presentate esclusivamente tramite la piattaforma del del sito scelgoilserviziocivile. è quindi opportuno quindi contattare quanto prima la Caritas diocesana di Noto anche via wapp il cell. 3332514260 per avere informazioni aggiuntive sul percorso di accesso e selezione e per conoscere meglio i progetti.

NOME E SEDE DEI TRE PROGETTI CARITAS DI NOTO

  • Titolo primo Progetto: Diamo una mano
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Donne con minori a carico e donne in difficoltà
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Centro di ascolto Caritas di Pachino (SR)
  • Giovani volontari coinvolti: 4 (senza vitto e alloggio).


  • Titolo secondo Progetto: Il nome del padre e le benedizioni della madre
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Casa don Puglisi, Modica (RG)
  • Giovani volontari coinvolti: 8 (senza vitto e alloggio).


  • Titolo terzo Progetto: L’amore qui non passa
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Disabili
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Ass. “Piccoli Fratelli Onlus”, Modica e Ass. Volontariato “Agape”, Pachino
  • Giovani volontari coinvolti: 8 (senza vitto e alloggio).


PERCORSO GENERALE
In generale, occorre tener conto che, per accrescere la conoscenza reciproca e garantire la massima informazione sui progetti e sull’Ente, il percorso che proponiamo a tutti i candidati è il seguente:

  1. un colloquio preliminare (anche prima della scadenza del bando),
  2. un piccolo tirocinio presso le sedi di attuazione del progetto, per vedere in concreto cosa si propone (possibilmente prima della scadenza del bando),
  3. un corso propedeutico in cui vengono date altre informazioni sulla Caritas e sul progetto e che rappresenta il primo momento di selezione ufficiale (dopo la scadenza del bando).

Suggeriamo quindi di inoltrare la domanda formale solo dopo aver contattato la Caritas diocesana, la quale fornirà tutte le informazioni utili e aiuterà l’aspirante volontario a scegliere il progetto e la sede più adatti, nonché a compilare la domanda.

 


IL CONTRASTO ALLA POVERTÀ È UNA PRIORITÀ

Ribadita la disponibilità di Caritas e CEI a fornire un contributo al Governo per una riforma dello strumento del Reddito di cittadinanza

Il futuro va costruito a partire dal presente, mettendo a frutto le lezioni del passato, per andare oltre le criticità attuali. Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI offrono il proprio contributo per la costruzione e l’elaborazione di proposte finalizzate a migliorare la condizione di milioni di persone in povertà.

Sostenere le famiglie e le persone in difficoltà economica deve essere una indiscutibile priorità per chiunque abbia a cuore il benessere del nostro Paese, soprattutto in un momento di crisi energetica e di galoppante inflazione. Per questo, in occasione della chiusura dei termini per la presentazione degli emendamenti alla Legge di bilancio 2023, Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI ribadiscono che, in quanto diritto di cittadinanza, occorre garantire alle persone in povertà una misura di sostegno, come accade in tutti i Paesi europei, nel rispetto della dignità di ciascuno. L’auspicio è che si possa creare uno spazio comune e partecipato di confronto e dialogo per migliorare e adeguare lo strumento del Reddito di Cittadinanza.

Caritas e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro si propongono come interlocutori per un percorso condiviso con tutti gli attori in campo

Secondo l’Istat, tale misura ha rappresentato per molte famiglie un aiuto concreto e in alcuni casi fondamentale, soprattutto nei mesi della pandemia, proteggendo dalla caduta in povertà un milione di persone (circa 450.000 nuclei). I nostri monitoraggi confermano la validità dello strumento che ha supportato numerose persone che si rivolgono ai servizi Caritas e che in alcuni casi sono riuscite a sganciarsi dal circuito dell’assistenza.

Molti sono stati i passi avanti fatti negli ultimi anni, ma non deve calare l’attenzione sulla povertà che richiede oggi più che mai di essere affrontata con lucide analisi e interventi adeguati. Rispetto alle previsioni contenute nella legge di bilancio 2023, che individuano alcune azioni transitorie per il 2023 e posticipano al 2024 la riforma complessiva del Reddito di Cittadinanza, Caritas e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI ricordano che potrebbe ripercuotersi negativamente sulle persone molto fragili la scelta di ridurre da 12 a 8 mesi il contributo per i beneficiari considerati “occupabili”. Tra di loro, infatti, ci sono coloro che non vivono in famiglie con minori, con persone con disabilità e con over 60enni, molte persone single, anche in situazioni di grave difficoltà e che, in base a questo criterio di occupabilità, potranno essere incanalate in percorsi di inserimento lavorativo, pur non essendo in grado di farlo. Sarà, dunque, necessario nei prossimi mesi monitorare l’intervento transitorio per far sì che la riforma del 2024 eviti e superi errori e criticità di questa fase.

Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI si propongono come interlocutori per avviare un percorso condiviso con tutti gli attori in campo. La sfida è formulare proposte ponderate e solidamente ancorate all’esperienza di questi anni, oltre che comprensive del punto di vista degli operatori del settore e di quello dei beneficiari.

Insegnanti e animatori dei cantieri educativi insieme per far rifiorire umanità

EDUCARE È LIBERARE … OGNI VOLTO CI INTERPELLA!

Seconda tappa del percorso formativo, promosso dall’Istituto di istruzione superiore Galilei Campailla di Modica e dalla Fondazione Val di Noto (e in particolare dalla Casa don
Puglisi, da Crisci ranni e dalla Casa dell’Arca), alla Scuola San Benedetto lunedì 25 ottobre. Ha introdotto Maurilio Assenza, docente del Galilei Campailla, sulla svolta
filosofica del nostro tempo di cui non riusciamo ad essere consapevoli per i modelli liberisti che entrano anche nella sfera educativa. Una svolta che ci chiede di ‘elevarci’ alla vita
dove, prima dell’io, c’è il ‘tu’ – come ha ricordato il filosofo Levinas: anzitutto nella vita ci sono un ‘volto’ e un ‘appello’, che aprono l’io e lo rendono un ‘eccomi’. Allora fiorisce la
relazione, ovvero il cuore della vita che ci custodisce, al tempo stesso, nella nostra unicità, ma anche in quella comune appartenenza che genera fraternità e giustizia. Giorgio
Sichera, da giovane e da dottorando in giurisprudenza, ha colto in modo molto lucido come ciò che non aiuta il fiorire dell’umanità è la centralità del ‘merito’, che diventa una
corsa al risultato in cui ognuno ritiene (o gli viene fatto ritenere) che tutto dipenda dalla propria bravura, e così si dimenticano quella gratitudine per ciò che si riceve e quell’umiltà
che sono necessarie per restare insieme umani. E citando uno dei padri della Costituzione, Piero Calamandrei, ha ricordato che egli parlava del maestro come di un
testimone che, ai suoi tempi, poteva dire di avere nel cuore nomi di giovnai che avevano dato la vita nella resistenza per un ideale alto, a cui sempre la scuola deve elevare. Misure
alte della vita che permettono aperture. E oggi diventa importante aprirsi all’altro nella sua differenza. In modo puntuale e delicato la mediatrice culturale Najla Hassen ha anzitutto
chiarito che la vera mediazione è ‘inter-culturale’, perché più che spiegare una cultura vanno trovati punti di contatto che siano come una finestra aperta che rende tutto più
luminoso e colorato. Solo la conoscenza ci libera dalle paure di ciò che è diverso da noi. Si può partire da un po' di curiosità … E come ci si sente a “casa propria” se qualcuno
accoglie con affetto lo ha testimoniato il giovane gambiano Nuha Ceesay, insieme al suo desiderio di una vita felice per la quale ha corso il rischio di un viaggio che l’ha portato in
Italia attraversando pericoli grandi, soprattutto in Libia. Messaggi ripresi in lavori di gruppo con metodo cooperativo, in un clima ricco di calore, sull’educare declinato in rapporto alla
relazione, alla liberazione, al paradosso, al rinnovamento. Relazione con ognuno: torna questa preoccupazione! Liberazione da paure e pregiudizi, anche “rompendo le scatole”,
come amava dire don Puglisi entrando nelle classi e compiendo fisicamente il gesto per far capire meglio. Liberazione che diventa anche apertura verso la città oltre ogni orizzonte
troppo ristretto. ‘Paradosso’ tra la gabbia burocratica e la passione educativa, che necessita di tempo per confrontarsi e interessarsi anzitutto della vita, di ogni alunno,
ascoltando e lasciando emergere anche possibili conflitti generativi di maturazioni personali. Spazi e attenzioni che strutturalmente mancano e che di fatto ci sono perché,
quando il volto interpella, molti insegnanti non p   assano oltre. “I care” – era il motto di don Milani, testimone a cui sarà dedicata la terza tappa del percorso.

Comunicato n.04 | 27 febbraio 2020 Caritas Italiana

SIRIA: TACCIA IL FRASTUONO DELLE ARMI

La Caritas si unisce all’appello del Papa e prosegue l’impegno accanto alla popolazione locale grazie alla Campagna Emergenza Siria-amata e martoriata.

Continua senza tregua la guerra soprattutto nella parte nord-occidentale della Siria con attacchi indiscriminati che colpiscono la popolazione civile e persino scuole e ospedali. Centinaia le vittime registrate da gennaio – tra cui molte donne e bambini – che si aggiungono alle oltre 500.000 provocate dai 9 anni di guerra che hanno devastato il paese. Le violenze stanno ulteriormente aggravando la crisi umanitaria, con 900.000 nuovi sfollati che da dicembre 2019 hanno lasciato le proprie case in cerca di rifugio. Per molti di loro, che erano già stati costretti a fuggire in passato, si rinnova la triste esperienza dell’esodo. Le condizioni della popolazione sono aggravate dall’inverno e dalla carenza di servizi essenziali, in un’area devastata dalla guerra dove già prima delle recenti violenze circa 1,9 milioni di persone necessitavano di assistenza umanitaria. Un forte, ennesimo appello “agli attori coinvolti e alla comunità internazionale” è
venuto domenica scorsa da Papa Francesco “perché taccia il frastuono delle armi e si ascolti il pianto dei piccoli e degli indifesi”. Caritas Italiana da anni impegnata nel paese in aiuto alla popolazione, si unisce ancora una volta all’appello del Papa affinché cessino immediatamente le ostilità e si garantisca protezione e assistenza alla popolazione civile. Proseguendo inoltre nel sostegno ai più vulnerabili in tutto il paese con la fornitura di assistenza sanitaria, alloggi e beni di prima necessità, Caritas Italiana rilancia la Campagna Emergenza Siria – Amata e martoriata, in sinergia con i media cattolici TV2000, Avvenire e Radio InBlu – costantemente attenti agli scenari di crisi internazionali e alle ricadute sui più deboli – e con Banca Etica, che da sempre rifiuta
di fare profitti con il business delle armi.