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UCRAINA. DUE ANNI SENZA PACE

Il 24 febbraio saranno due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina. Due anni di violenze, di crisi economica, di incapacità da parte della comunità internazionale di trovare soluzioni alle controversie che non prevedano l’uso delle armi.

In questa situazione la comunità cristiana si è messa a fianco delle vittime e delle persone che hanno perso tutto o sono state costrette ad abbandonare la loro terra. Il lavoro di animazione e di accompagnamento da parte delle Caritas nazionali ucraine, di Caritas Italiana e delle Caritas diocesane è stato enorme.

6,4 milioni di persone sono rifugiate all’estero, 14,6 milioni hanno bisogno di assistenza, 3,7 milione gli sfollati all’interno del Paese. Caritas Italiana ha partecipato all’intervento della rete Caritas internazionale a favore di Caritas Ucraina e Caritas-Spes con servizi di accoglienza e di protezione, assistenza medica, kit igienici e alimentari, contributi in denaro.

Dei 24.325.914,15 euro raccolti (al 31 dicembre 2023), tra cui un milione da parte della CEI (fondi 8xmille), due terzi sono già stati spesi (15.690.744,38 euro). Il resto è destinato a progetti da realizzarsi nell’anno in corso e nei prossimi anni. Tra i contributi spesi 4.926.879,91 euro sono andati a progetti di sostegno in Ucraina e Paesi limitrofi e 10.763.864,47 euro a progetti di accoglienza in Italia.

Dallo scoppio del conflitto molte diocesi italiane si sono impegnate per garantire un’accoglienza adeguata alle persone in fuga. Tante le attività organizzate a livello locale: accoglienza, raccolta beni di prima necessità, assistenza sanitaria, accompagnamento psicologico. Le strutture maggiormente utilizzate: appartamenti, parrocchie, famiglie, istituti religiosi, centri di accoglienza. Migliaia le persone accolte dalla rete ecclesiale italiana, attraverso il progetto “Apri Ucraina” promosso da Caritas Italiana. Il progetto ha coinvolto cento diocesi e ha permesso di accogliere oltre seimila persone. Da segnalare anche le vacanze solidali che hanno permesso a quasi 650 bambini ucraini (e ai loro accompagnatori) di trascorrere alcune settimane serene in Italia.

Caritas Italiana dal febbraio 2022 è impegnata nella risposta all’enorme emergenza umanitaria della crisi ucraina, ed è anche parte attiva nei processi di ricostruzione e di coesione sociale, con attenzione specifica in quattro ambiti (più informazioni nel documento allegato): disabilità e salute; minori e educazione; protezione; advocacy e coesione sociale.

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È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 – 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario (causale “Europa/emergenza Ucraina”) tramite:

  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
  • Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
  • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

180° FONDAZIONE DELLA DIOCESI: IL MESSAGGIO DEL VESCOVO

Il prossimo 15 maggio 2024 si apriranno le celebrazioni per il 180° "compleanno" della Diocesi di Noto. Le iniziative, il senso, la commissione

Il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, annuncia che il prossimo 15 maggio 2024, si apriranno le celebrazioni per il 180° anniversario di fondazione della Diocesi di Noto, eretta come Sede Vescovile da Papa Gregorio XVI con la bolla Gravissimum sane munus il 15 maggio 1844.

«La storia della Chiesa netina, fin dal suo nascere», scrive il Vescovo in un messaggio rivolto alla comunità diocesana: «ha segnato la vita religiosa e sociale del territorio sotto la guida di santi pastori e fedeli laici impegnati a testimoniare il Vangelo di Cristo e a formare le coscienze di tanti uomini e donne che hanno dato il loro contributo all’edificazione delle comunità cristiane di appartenenza».

Mons. Rumeo ricorda inoltre i due Sinodi che hanno dato impulso alla vita pastorale della Diocesi, “segno della vitalità e del dinamismo profetico della comunità cristiana netina”.

«Siamo grati al Signore Misericordioso per il dono della fede che ha accompagnato la storia di questa meravigliosa terra fin dai primi secoli di vita del Cristianesimo suscitando germogli di santità e di carità apostolica», si legge ancora nel messaggio del Presule netino, il quale oltre ad annunciare le celebrazioni del 180° di erezione della Diocesi, ricorda pure altri importanti prossimi eventi: la celebrazione del Giubileo del 2025 e la chiusura del Cammino Sinodale della Chiesa italiana.

Infine, in vista del 180° anniversario di fondazione della Diocesi e del Giubileo del 2025, Mons. Rumeo ha costituito una commissione – da lui presieduta – che coordinerà i lavori di preparazione dei due eventi, nelle loro diverse articolazioni: pastorale, catechesi e liturgia, carità, cultura e storia.

MESSAGGIO VESCOVO RUMEO ALLA DIOCESI PER IL 180°

LETTERA FORMAZIONE DELLA COMMISSIONE


IN RICORDO DI MONS. SALVATORE NICOLOSI, GIÀ VESCOVO DI NOTO (1970/98)

Un vescovo fattosi Chiesa, Mons. Nicolosi. Che avviò la Caritas diocesana e la fece crescere nella corresponsabilità dei battezzati, per "riscoprire Gesù lungo le strade" della vita

In un tempo in cui le nostre Chiese sono in cammino sinodale, si avverte un forte senso di gratitudine per Mons. Nicolosi, il pastore che ha guidato per ventotto anni (dal 1970 al 1998) la Chiesa netina in stile sinodale, tanto da indire e aprire il Secondo Sinodo diocesano “per riscoprire Gesù lungo le nostre strade”. E concludendolo con una lettera in cui affermò in modo profetico: «La Chiesa non è opera di singoli, fossero pure grandi santi. La Chiesa è comunione, e quindi cammino comune, ‘sinodo’ nella sua stessa essenza».

Ecco le parole del prof. Maurilio Assenza, in occasione del X anniversario della nascita al cielo del carissimo Mons. Salvatore Nicolosi

Dieci anni fa ci lasciava Mons. Salvatore Nicolosi che, nel contesto del rinnovamento conciliare della Chiesa di Noto, avviò la Caritas diocesana insieme al suo vicario generale Mons. Francesco Guccione (poi primo direttore) con forte convinzione sulla sua “funzione pedagogica”, aiutando anche la nascita di tanti segni generati dal grembo della nostra Chiesa, che ancora oggi continuano a dire come il Vangelo diventa relazione attenta ai più poveri e lievito della storia.

Un vescovo fattosi Chiesa Mons. Nicolosi, che fece crescere nella corresponsabilità dei battezzati, fino a convocare il secondo Sinodo diocesano (1992-1996) per “riscoprire Gesù lungo le strade” della vita: le tante questioni emerse divennero scelte di conversione e passi pastorali, con la preoccupazione di non disperdersi in riti e attività, ma di coltivare “l’essenziale della fede”.

Da qui la “Chiesa povera e dei poveri”, la “visita evangelica” come prima presenza sul territorio, l’impegno a cercare con tutti la giustizia e la pace, l’attenzione alle povertà del mondo e la cura della Casa comune con gli “occhi aperti dal gemellaggio con Butembo-Beni”, vissuto nella reciprocità e nello scambio pastorale.

Ha rinnovato e fondato tutto sulla Parola, ma ha anche accompagnato con ascolto sempre attento, discrezione e sapienza, affabilità. Sempre ricordando che conta anzitutto il rapporto con Cristo (“che non resti un fantasma!” – raccomandava) e la misericordia, “l’affetto in Cristo” – che aveva richiamato fin dall’immaginetta della sua ordinazione presbiterale.

VOLONTARI PER SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2023. ECCO IL BANDO

Nella nostra diocesi sono disponibili 8 posti per 2 progetti, tra Modica, Ispica e Pachino. Durata 12 mesi. La scadenza è fissata al 15 febbraio '24

Il 22 dicembre 2023 il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale ha pubblicato un Bando volontari per la selezione di 52.236 giovani da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero. La scadenza per le domande da parte dei giovani è indicata al 15 febbraio 2024 alle ore 14.00.

I PROGETTI CARITAS IN ITALIA E ALL’ESTERO

In questo bando Caritas Italiana è titolare complessivamente di 123 progetti in Italia, per un totale di 1.057 posti, e 13 progetti all’estero per 58 posti. Tutti i progetti proposti dalla Caritas Italiana hanno una durata di 12 mesi. I progetti di Caritas Italiana saranno probabilmente avviati alla fine di maggio 2024. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito del Servizio Civile.

8 POSTI PER 2 PROGETTI DELLA DIOCESI NOTO
Nella Diocesi di Noto sono disponibili 8 posti per 2 progetti, tra Modica Ispica e Pachino.

Nello specifico:

  • 4 posti presso il Centro di Ascolto di Pachino (di cui 1 riservato a ragazze/i in condizioni di fragilità economica) nel progetto “Diamo un’altra mano per l’assistenza ad adulti in condizione di disagio;
  • 2 posti presso il Cantiere Crisci Ranni di Modica (di cui 1 per fragilità economica) e
    2 posti presso il Cantiere Volere Volare di Ispica (di cui 1 per fragilità economica) nel progetto “Cantieri educativi di animazione per bambini e ragazzi.

I bandi (in .pdf) relativi ai due progetti si possono scaricare a fondo pagina.

SISTEMA DI SELEZIONE

Cliccando qui si trovano le informazioni specifiche su come si accede ai progetti di servizio civile della Caritas Italiana (sistema di selezione). Le selezioni verranno effettuate presso le singole Caritas diocesane che propongono i progetti. Per i progetti all’estero “Caschi Bianchi” le selezioni verranno effettuate in presenza a Roma, presso la sede di Caritas Italiana.

Cliccando invece qui si trovano i progetti siciliani raggiungibili anche cliccando direttamente qui https://www.caritas.it/progetti-di-servizio-civile-2023-caritas-in-sicilia/ e selezionando i due progetti della Diocesi di Noto
Ma le giovani e i giovani interessati possono contattare, anche via whatsapp, il cell. 3332514260.

PRESENTAZIONE DOMANDE

Le domande vanno presentate esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone a questo link. Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre essere riconosciuto dal sistema. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid) sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede. Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2. I cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.


2023: UN ANNO DI IMPEGNO. 2024: UN AUGURIO DI PACE

 Caritas Italiana, in queste circostanze, è sempre accanto alle popolazioni colpite, in particolare alle persone in situazione di maggiore fragilità, dando supporto in vario modo alle Caritas sorelle, in coordinamento con Caritas Internationalis e Caritas Europa

Le immagini della distruzione di Gaza, dopo gli attacchi terroristici del 7 ottobre, rabbuiano questa fine del 2023. Si aggiungono a quelle del conflitto in Ucraina, giunto quasi al suo
secondo anno
. Più lontano dagli occhi dell’Europa le sofferenze della popolazione del
Nagorno Karabakh, che ha dovuto lasciare la propria terra da un giorno all’altro, il tragico destino dei profughi del Sudan – senza contare le decine di migliaia di morti – e delle vittime dei tanti conflitti, più o meno dimenticati, che ancora infestano il nostro mondo. Una terza guerra mondiale a pezzi, la definisce papa Francesco.

 Caritas Italiana, in queste circostanze, è sempre accanto alle popolazioni colpite, in particolare alle persone in situazione di maggiore fragilità, dando supporto in vario modo alle Caritas sorelle, in coordinamento con Caritas Internationalis e Caritas Europa (che nel 2023 ha compiuto
30 anni
). Un impegno, quello internazionale, che nel 2023 ha guardato con concretezza anche alla tragedia dei terremoti in Turchia, Siria e Marocco, nonché delle alluvioni in Libia.

 All’impegno nel mondo Caritas Italiana ha dedicato azioni di sensibilizzazione (“Africa fame di giustizia”) e, assieme a Focsiv, due maratone radiotelevisive con TV2000 e InBlu2000, rivolte ai Paesi del Medio Oriente. L’appello è quello di “osare la pace e sostenere la speranza.

 

Mondialità significa responsabilità globale. Di qui i corsi, ancora con Focsiv e fondazione Lanza, per promuovere percorsi di Ecologia integrale e il forum “Mappe necessarie per le transizioni”, con Missio e Agorà della mondialità. Sullo sfondo l’esortazione apostolica “Laudate Deum”, pubblicata ai primi di ottobre. Sul versante interno l’impegno di Caritas Italiana per i poveri si realizza soprattutto nell’accompagnamento dell’azione quotidiana delle Caritas diocesane che in tutta Italia animano le rispettive comunità. Ciò avviene ad esempio con lo studio e l’approfondimento delle dinamiche sociali, che anche quest’anno si sono tradotte in proposte per le politiche di intervento contro la povertà, nel contesto della riforma del Reddito di cittadinanza. Frutto del lavoro di studio e ricerca sono i rapporti sulla povertà (“La povertà in Italia” e “Tutto da perdere) e il
Rapporto immigrazione (con la fondazione Migrantes). Grande impegno, assieme alle Caritas diocesane, in occasione della Giornata dei poveri del 19 novembre. I poveri trovano ampio spazio anche nel documento di sintesi del Sinodo dei Vescovi (“Poveri, protagonisti del cammino della Chiesa”).

 Sempre a sostegno delle realtà locali Caritas Italiana ha promosso progetti di microcredito a contrasto della violenza sulle donne, attività a prevenzione della povertà educativa, a beneficio delle
persone anziane non autosufficienti
o di chi si trova in carcere. Ha proposto forme di collaborazione per le aree metropolitane e per i territori e progetti come quello dei “Custodi del bello”.

Non da meno è stato l’impegno nell’affrontare le emergenze che hanno colpito l’Italia, come le alluvioni in Emilia-Romagna e in Toscana. Un impegno che ha coinvolto le rispettive delegazioni Caritas e molti partner, donatori e volontari.

Sempre viva l’attenzione al dramma dei profughi, divenuto tragedia per i naufraghi di Cutro (KR) in Calabria e per le persone disperse nel Mar Egeo davanti alle coste greche. A questo fenomeno Caritas Italiana continua a portare la risposta dei corridoi umanitari, di quelli universitari e, da quest’anno, di quelli lavorativi, come via sicura e legale di accesso per quanti scappano da guerre e miseria.

Un bel segno l’accoglienza di centinaia bambini ucraini nell’estate dell’anno passato. Nuove strade per il servizio con gli ultimi sono emerse al 43° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal titolo “Agli incroci delle strade. Abitare il territorio, abitare le relazioni”, svoltosi in aprile a Salerno.

Nel campo della comunicazione si è animata la rete dei comunicatori diocesani, sulle pagine web di Caritas Italiana si è sviluppata la partecipazione attraverso rubriche e
blog
, si è data nuova forma al periodico Italia Caritas, destinato ai donatori, si è ampliata la rete delle redazioni di Scarp de’ tenis, così da dare voce a chi ha davvero qualcosa da raccontare.

 Risposte vive alle domande che pone il nostro tempo sono stati i ragazzi e le ragazze del
Servizio civile, di YOUngCaritas, del progetto “Mi sta a cuore”, dell’Anno di volontariato, i volontari internazionali, i Corpi civili di pace, i Caschi bianchi. E insieme a loro le decine di migliaia di volontari che con passione e costanza rendono possibile l’opera di animazione delle Caritas diocesane e parrocchiali.

La pace è stata per tutto l’anno un tema dominante. Ad essa è dedicato il percorso partito con una riflessione sulla “Pacem in terris” (Roma, 16 novembre) e prima ancora da Leuca, in agosto, con i giovani a mostrare i “venti di nuova umanità”. Un cammino che si conclude sul
confine orientale, tra Gorizia e Nova Gorica, dove Caritas Italiana, assieme a molti altri, rinnova nella tradizionale Marcia del 31 dicembre il suo impegno per il dialogo e la pace.

A tutti un augurio per un 2024 ricco di serenità e fiducia.

OSARE LA PACE, SOSTENERE LA SPERANZA. NUMERO SOLIDALE 45582

Via alla campagna di Caritas Italiana e Focsiv. Ad aprirla la Maratona televisiva e radiofonica in onda dal 20 al 24 dicembre '23 su TV2000 e InBlu2000

Prosegue la Campagna di raccolta fondi FocsivCaritas Italiana, a sostegno di 22 interventi in 8 Paesi del Medio Oriente.
In questo momento in Terra Santa è in atto una catastrofe umanitaria, che conta oltre 1,8 milioni gli sfollati e oltre 15.000 morti la gran parte dei quali donne e bambini.

A pagare il prezzo più alto nei conflitti, sono soprattutto i soggetti più fragili. Sono le donne ed i bambini terrorizzati e traumatizzati, sono i giovani israeliani, palestinesi, siriani, iracheni, libanesi, una generazione la cui vita è spezzata e interrotta dalla guerra.

Noi crediamo nei giovani, nel lavoro, nell’educazione e nel dialogo. Sono scelte che, in questo momento in particolare in cui la violenza sembra l’unica strada, richiedono più coraggio. Ora più che mai, siamo convinti che la pace non si conquista sui campi di battaglia, in Medio Oriente, come ovunque si combatta nel mondo, ma si costruisce seminando speranza e sostenendo i giovani, che desiderano ed hanno il diritto di riprendere in mano il proprio futuro.

OSARE, IL VERBO DI FRANCESCO

Durante il viaggio a Cipro del 2021 papa Francesco rivolgendosi ai giovani pronunciò queste parole: «Osate. Guardate avanti, guardate l’orizzonte! c’è sempre un orizzonte nella vita. C’è sempre promessa al di là, e quando la promessa è garantita dalla Parola di Dio, non delude mai. La speranza non delude, Dio non delude». Osare la pace, è questa la sfida rilanciata dalla campagna.

«Il nostro impegno in questo periodo dell’anno», dice don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana «assume un significato particolare per la Terra Santa, per la quale sempre di più occorre impegnarsi con coraggio per la Pace, invocandola non solo nelle preghiere, ma anche stando il più possibile vicino a chi quotidianamente subisce i lutti e le tragedie di una guerra che ferisce dolorosamente sia il popolo israeliano che quello palestinese».

«Sappiamo», aggiunge Ivana Borsotto, presidente Focsiv «che questo Natale non sarà un Natale di festa per tutti. In molte, troppe, terre del mondo e nel nostro vicino Medio Oriente il frastuono e la sofferenza delle armi risuonano e accrescono l’odio e la violenza. Ma, come duemila anni fa, si rinnova una luce di speranza alimentata da chi ha il coraggio di osare la pace».

 

SOSTENERE LA SPERANZA

Dal 20 dicembre 2023 al 6 gennaio 2024 puoi donare al 45582 con un SMS da 2 euro da cellulare personale WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali.
Oppure 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali, Geny Communications e, sempre con chiamata da rete fissa, 5 euro da TWT, Convergenze, PosteMobile.

Sarà l’occasione per sensibilizzare e raccogliere fondi a sostegno di 22 interventi di Caritas Italiana e Focsiv in Libano, in Iraq, in Siria, Giordania, Turchia e Terra Santa (Israele e Territori Palestinesi) e Yemen. Interventi rivolti soprattutto ai giovani che vivono in questi Paesi e, in modo particolare coloro che sono coinvolta dal recente conflitto in Terra Santa e colpiti dal devastante terremoto verificatosi in Turchia e Siria dello scorso 6 febbraio.

Dal 20 al 24 dicembre 👉 la Maratona su Tv2000 e Radio INBlu2000.

Media partner: Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Radio Vaticana, Vatican News. Financial partner: Banca Etica.

Per saperne di più 👉 http://www.caritas.it/osare-la-pace-sostenere-la-speranza/

MI STA A CUORE: CURARE IL PRESENTE PER SOGNARE IL FUTURO

Otto giovani, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 20 e i 30 anni, vivranno a Roma dal 15/02/24 al 14/02/25. Il bando a a fondo pagina

Si chiama “MI STA A CUORE | Curare il presente per sognare il futuro“, il progetto promosso da Caritas italiana in collaborazione con l’Azione cattolica italiana, ed è rivolto ai giovani che desiderano mettere a disposizione un anno della loro vita a servizio degli altri, all’interno di un’esperienza di vita comunitaria.
La proposta è indirizzata a giovani che si trovano in una fase di scelta rispetto al proprio percorso di vita, al mondo del lavoro e all’assunzione di responsabilità personali e sociali e che hanno maturato dentro di sé il desiderio di un’esperienza di servizio attenta al territorio e ai bisogni dei più fragili. La partecipazione a questo progetto è un’occasione per fermarsi e mettere a servizio testa, cuore e mani, sperimentando che «c’è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20,35).

Si cercano quindi:

otto giovani, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che vivranno a Roma dal 15 febbraio 2024 al 14 febbraio 2025.

 

SEDI DEL PROGETTO: Uffici di Caritas Italiana, via Aurelia 796, Roma | Residenza e vita comunitaria, via Francesco Albergotti 75, Roma | Caritas diocesana di Roma

La scelta del tema deriva anche dall’invito di Papa Francesco a riscoprirsi “Fratelli tutti”, nella consapevolezza che siamo «viandanti fatti della stessa carne umana, figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni,
ciascuno con la propria voce» (FT 8).

STRUTTURA PROGETTUALE
Il progetto si articola secondo questi assi principali:
❖ formazione:
❖ struttura e funzionamento di Caritas italiana
❖ mondialità
❖ ecosostenibilità
❖ advocacy e giustizia sociale
❖ strumenti di progettazione a servizio della comunità e degli “ultimi”
❖ gestione dei conflitti e vita comunitaria (team building)
❖ orientamento al futuro
❖ fraternità
❖ altri eventuali argomenti proposti dai giovani

AZIONE/SERVIZIO: ATTIVITÀ PROPOSTE

  • inserimento negli uffici di Caritas Italiana
  • incontri specifici di formazione e di coordinamento
  • partecipazione alle attività organizzate da Caritas Italiana, Caritas Roma, Azione Cattolica e
    da altre associazioni/enti
  • iniziative specifiche in collaborazione con Azione Cattolica e altre realtà giovanili presenti
    sul territorio
  • vita comunitaria
  • esperienze di vita e confronto con realtà di servizio in diversi contesti interculturali.

CONTRIBUTO
Le spese di vitto ed alloggio sono a carico del progetto ed ai giovani selezionati verrà dato un rimborso mensile per le spese personali, a seguito della stipula di una borsa di studio con
Inecoop.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
● Compilazione del form di Google al link https://forms.gle/LqE1XmtTRjvopYJp6
● Documentazione da caricare all’interno del form di google:
1. carta di identità in formato pdf
2. curriculum vitae in formato pdf
3. idea di progetto in formato pdf dalle seguenti caratteristiche:
● lunghezza: 1 pagina
● scelta di un tema specifico riguardante un aspetto della fraternità
● motivazione (cosa ti ha spinto a pensare a questo possibile progetto)
● finalità e obiettivi da raggiungere attraverso questo progetto
● azioni/attività da realizzare concretamente

📌 Scarica il bando | Scadenza presentazione domande: entro e non oltre il 15 Gennaio 2024 📌


DARE VOCE E CORAGGIO ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, oltre cento Caritas attive contro la violenza di genere. Il progetto Ruth.

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Caritas Italiana ricorda le troppe donne che, anche in questo 2023, hanno subito abusi, maltrattamenti finanche la morte, a causa della scellerata violenza ingiustamente perpetrata nei loro confronti.

«Nell’esprimere vicinanza a tutte le donne», dice il direttore don Marco Pagniello: «sentiamo l’urgenza di promuovere, attraverso le nostre comunità, percorsi di educazione all’affettività, al rispetto delle altre persone. Le Caritas sono pronte a fare la loro parte insieme a tutta la comunità ecclesiale nel cercare le cause e soprattutto le soluzioni al fenomeno così grave della violenza. È un percorso da fare insieme, senza volersi sostituire ad altri, ma con la consapevolezza di dover fare la propria parte, soprattutto promovendo progetti di accompagnamento verso nuovi percorsi di dignità».

Secondo l’Istat, nei primi tre trimestri del 2023 le chiamate al 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, sono state 30.581 (erano 22.553 nel 2022 e 24.699 nel 2021). La maggior parte delle donne intercettate, il 64,5%, racconta di aver subito violenza per anni. Dei 295 omicidi compiuti in Italia nel 2023 e fino al 19 novembre scorso, tra le vittime ci sono 106 donne, di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo, e 55, in particolare, per mano del partner/ex partner.

Il progetto Ruth contro la violenza economica

La Caritas è impegnata da anni nell’accompagnamento e nella protezione delle donne che si rivolgono ai servizi presenti sul territorio richiedendo loro ascolto, sostegno, solidarietà e protezione. In particolare, grazie all’esperienza avviata nell’ambito del progetto “Microcredito di libertà” promosso dal Ministero delle Pari Opportunità in collaborazione con ABI, ENM e Federcasse, Caritas Italiana ha promosso una rete nazionale denominata “progetto Ruth”, formata di Caritas diocesane impegnate ad assistere e accompagnare donne vittime di violenza economica nel richiedere finanziamenti di microcredito sociale. La denominazione del progetto evoca una figura biblica tra le più coinvolgenti. La condivisione del pane passa attraverso l’esperienza del lavoro che deve fare Ruth, e Noemi, nella relazione con Ruth, scopre di poter dare ancora, di non essere vuota come persona. In questa esperienza di scambio, le due donne trovano sostegno vicendevole e forza per ricominciare e nel fare memoria della loro precarietà, del loro dolore e dalla solitudine, si scoprono nuove e più forti.

La violenza economica è una forma di violenza domestica che, attraverso condizionamenti come il controllo delle spese, il divieto di utilizzare il proprio denaro, l’inconsapevole sottoscrizione di finanziamenti o garanzie, conduce la donna a un ulteriore grado di sottomissione e controllo. Ancora una volta la privazione dei mezzi di sussistenza agisce sul grado di autonomia di una persona e la condiziona, alimentandone fragilità e solitudine. In questo caso anche la violenza. Condizioni di vulnerabilità sociale come lo stato di disoccupazione, una crisi di liquidità o ancora le sopraggiunte condizioni di non autosufficienza, un aumento delle spese non derogabili per il nucleo familiare diventano così un ostacolo difficile da superare se non sono adeguatamente supportate.

Non a caso, anche dal recente rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale in Italia – “Tutto da perdere” – risulta che le problematiche di tipo familiare hanno incidenza sulle condizioni di fragilità. Di tutte le persone accompagnate nel corso del 2022 dai Centri d’ascolto e servizi Caritas, dislocati in oltre duecento diocesi, una persona su cinque tra gli italiani che si rivolgono alle Caritas, per lo più donne, manifesta una problematica di tipo familiare. Ciò chiama in causa quegli aspetti e quelle dimensioni della vita umana che influenzano la condizione di benessere psicofisico della persona e che possono rievocare proprio quei contesti di violenza e solitudine in cui si trovano molte donne. Si tratta soprattutto di problemi familiari: separazioni e divorzi (28,4%), conflittualità di coppia (11,9%), maternità nubile (7,9%), maltrattamenti e trascuratezze (4,8%).

Oltre cento Caritas diocesane hanno progetti contro la violenza sulle donne

Il progetto Ruth va ad inserirsi e a rafforzare le tante attività che le Caritas diocesane svolgono attraverso servizi dedicati alle donne fragili e vittime di violenza, che permettono di sostenere e proteggere quante con coraggio e determinazione affrontano il difficile percorso di ricostruzione della propria vita. Si tratta di una rete di più di cento Caritas diocesane che sempre più spesso negli ultimi anni, anche grazie ai fondi 8xmille, hanno realizzato servizi e progetti rivolti alle donne fragili, vittime di violenza o sfruttamento, per l’ascolto – anche psicologico e legale – l’accoglienza – anche in forma emergenziale – e l’avviamento lavorativo, e hanno sottoscritto Protocolli territoriali con istituzioni, Enti locali, Servizi sanitari e Centri Antiviolenza.

Scopri qui le iniziative che più di 100 Caritas diocesane hanno messo in campo contro la violenza sulle donne

A ROSOLINI, IL CENTRO DELLA RELAZIONE

Parlano i parrocchiani volontari che ogni pomeriggio entrano, nel centro di primissima accoglienza del comune siracusano, a contatto e in relazione con decine di ragazzi (adolescenti e giovani) migranti, bisognosi di attenzione, affetto, parole e gesti accoglienti

Chi si occupa di gessetti, colori e cartelloni; chi ha chiesto (e ottenuto) banchi e lavagne dagli istituti scolastici del paese; chi porta la merenda; chi fa due tiri a pallone; chi semplicemente ascolta, parla, entrando in profondità e in relazione. Quando, accompagnati dal direttore della Caritas diocesana, entriamo nel centro di primissima accoglienza a Rosolini – che, qualche mese fa la Prefettura ha fatto allestire, a cura della Croce Rossa, per stranieri non accompagnati – ci vengono incontro quattro persone: Cettina, Salvatore, Maria Vittoria e suor Anna Maria.

E ci coinvolgono nel loro discorso: «Dobbiamo allargare il numero dei ragazzi del corso d’italiano. Per loro è importante: conoscere la lingua è il primo passo per sentirsi integrati. E dobbiamo insistere con il parlato: piccole frasi, semplici, utili, per tutti i giorni». «E allora dovremmo anche fare lezione di siciliano… A parte gli scherzi, io domani porto il planisfero di mio nipote, così mostriamo loro dove si trovano rispetto al loro Paese, dove sta Roma, dove si trova Milano… e quanto è lunga l’Italia». Ma quanto può essere lunga l’Italia per chi scappa dall’Africa, affronta un viaggio lungo parecchi mesi e migliaia di km, fino ad approdare sulle coste della nostra Sicilia (Lampedusa, Pozzallo, Augusta in questo caso), senza genitori, a soli 12 o 13 anni?

A dirla con le parole di chi parla inglese, Cettina, Salvatore, Maria Vittoria e suor Anna Maria stanno facendo un “briefing” di fine giornata. A farla semplice – come semplice, generoso e spontaneo è il loro intervento – si stanno confrontando su come sia andato l’ennesimo pomeriggio di volontariato alla tensostruttura di Rosolini: a contatto e in relazione con decine di ragazzi (adolescenti e giovani) migranti, bisognosi di attenzione, di animazione, di affetto, di parole e gesti accoglienti, di sguardi comprensivi.

Insieme a Suor Anna Maria, a dire la verità, sono parecchi – non solo giovani, anche papà, mamme, nonni e nipoti – i parrocchiani (della Chiesa di Santa Caterina, del Crocifisso, della Chiesa Madre, del Cuore Immacolato, messe in rete, abbandonando ogni forma di protagonismo e campanilismo) che ogni pomeriggio, a turno, fanno animazione (in puro stile Caritas) presso il centro. Dando dimostrazione concreta al concetto e alla parola “accoglienza”. Un percorso non semplice, ma duraturo e vincente. Come l’amore che lo ha animato. Quando, infatti, a settembre sono arrivati i primi giovani migranti, ammette Maria Vittoria: «Qualcuno in paese ha storto il naso… E noi, persone semplici, donne e uomini delle parrocchie, che già abbiamo un rapporto di conoscenza e di attenzione con l’Africa, grazie al gemellaggio della nostra diocesi con la comunità di Butembo Beni, e che già nel 2011 eravamo intervenuti per dare ospitalità ad alcune famiglie di profughi, ci siamo dati da fare per tacitare le critiche e dimostrare che il nostro territorio, e soprattutto la comunità ecclesiale di Rosolini, è aperta, attenta agli ultimi, ai fragili, ai migranti. Senza paura e con rispetto».

E così, da ormai tre mesi, decine di parrocchiani si mettono a disposizione. O meglio: in relazione. Cioè entrano in contatto con i minori, li ascoltano, giocano e parlano con loro, fanno merenda e, appunto, organizzano corsi di italiano. «Sapete qual è stata la prima parola italiana che hanno imparato», ci chiede Cettina? «Anzi le prime due parole: hanno subito imparato a dire “casa” e “Isola”… cioè per loro, la Sicilia ora è come una nuova casa…». Anche suor Anna Maria, della Parrocchia di Santa Caterina, interviene con emozione, elogiando il servizio dei suoi giovani parrocchiani: «I ragazzi delle parrocchie si sono subito dati da fare. Il nostro intervento di animazione è un po’ improvvisato: non abbiamo molti mezzi e risorse professionali. Ma i nostri giovani ci hanno dato un grande aiuto: un po’ di inglese, una bevanda da condividere, una canzone da ascoltare e il gioco è fatto». Ed eccolo, infatti, il gioco: fuori dal tendone, mentre scende la sera, alla luce delle torce del telefonino ci sono Emma (20 anni), Rachele (16), Elena (17) che, con un foglio in mano, sembra stiano improvvisando un rap, scandendo le sillabe di alcune parole che gli ospiti si divertono prima a ripetere e poi segnano sui loro taccuini.

«All’inizio, i minori ospitati in questo centro erano circa 250», continua Suor Anna Maria: «Ora, dopo i primi trasferimenti, ne sono rimasti circa 120. Maghrebini e sub sahariani: tutti giovani, maschi, con lo sguardo spaesato ma pronto a riprendersi la vita. Sono piccoli e soli. E mi chiedo con quanto coraggio abbiano intrapreso il viaggio per arrivare qui da noi, in cerca di un’altra vita. Si vede che sono intimoriti ma anche pieni di speranza e non hanno smesso di sognare. Entrare in relazione con loro è stato un regalo, inaspettato, per noi. Noi così assuefatti dal consumo che non capiamo di aver consumato tutto, ormai. Noi che abbiamo perso la magia del sogno… Ecco, loro ci stanno insegnando proprio questo: a sognare, insieme a loro, un altro mondo possibile, più giusto e umano. Un mondo fondato sulla giustizia, sul cuore, sull’umano, sulla relazione con l’altro. Sarebbe inumano negare a questi ragazzi uno sguardo, una parola, un gesto di affetto che li faccia sentire ben accetti e ben accolti».
A guardarsi intorno, questa è una sensazione condivisa da tutti i volontari coinvolti: «Torno a casa, ogni sera, contenta», conferma Emma: «Me l’hanno insegnato i miei nuovi amici. Loro che non hanno niente, non li ho mai visti arrabbiati o disperati. Io vengo, di fatto, tutti i pomeriggi qui al centro. E non lo faccio solo per generosità, ma anche per imparare: da quando frequento questi nuovi amici, ho imparato il valore del sorriso».

Emozionante, per Suor Anna Maria, proprio il primo giorno di accoglienza: «Don Stefano Trombatore, 80enne di grande spirito, ha tenuto in francese un bellissimo discorso di benvenuto, dicendo che esiste un solo Dio. Che parla diverse lingue, che ci è Padre e ci ha reso fratelli, universalmente. Gli ospiti sono rimasti rapiti». E da quel giorno è uno scambio continuo: «Noi insegniamo loro un po’ di italiano, loro ricambiano insegnandoci la lingua dell’affetto, del sogno di un mondo migliore. Vedi quel ragazzo tunisino? I primi giorni non parlava. Poi abbiamo capito che era turbato per sua madre, rimasta in patria perché malata. Qualche giorno fa, purtroppo, è deceduta. E lui ha cominciato a scrivermi dei biglietti, usando le prime parole italiane che ha imparato: “Ora mia mamma sei tu. Quando vieni qui, a casa, io ti aspetto”. Mamma, casa: sono i termini di una relazione. Saremmo inumani a negargliela».

Per gli ospiti s’è fatta ora di cena. I volontari li abbracciano e li salutano, dandosi appuntamento al giorno dopo. Anche noi ce ne andiamo. Ancora un tiro di pallone con alcuni ospiti e poi, Fabio Sammito, direttore Caritas, commenta: «Al convegno Caritas dello scorso febbraio si discuteva di periferie. Di come riportarle al centro; di come ridare valore a chi le abita e le frequenta. Ecco, questo centro di primissima accoglienza ne è l’esempio più chiaro e concreto. In questo “centro” la “periferia dell’umano” è diventata centrale, dando segni di fratellanza e di speranza».
Fuori dalla tensostruttura, proprio di fronte all’entrata, un claim pubblicitario affisso su un muro recita: “I tuoi desideri ci stanno a cuore”. E allora quanto è lunga l’Italia? Forse pochi passi: quelli che separano una frase a effetto dall’affetto concreto di una relazione.

TUTTO DA PERDERE: IN ITALIA LA POVERTÀ SI FA STRUTTURALE

l dati del rapporto Caritas 2023, con un focus sui lavoratori poveri che ammontano a 2,7 milioni su 5,7 milioni di poveri in totale. Gli stranieri, l’8,7 della popolazione, costituiscono il 30% dei poveri assoluti

In Italia, la povertà sta crescendo, consolidandosi come un fenomeno ormai “strutturale”. Dal 2021 al 2022, il numero di poveri assoluti è aumentato di 357mila unità, raggiungendo la cifra di 5 milioni e 674 mila persone, pari al 9,7% della popolazione (rispetto al 9,1% del 2021). Un residente su dieci attualmente non ha accesso a un tenore di vita dignitoso. Un quarto dei poveri assoluti ha un lavoro, evidenziando la critica situazione dei “working poor”, i lavoratori poveri. E alcune nuove forme di povertà, come quella energetica derivante dai costi delle bollette, si stanno affiancando alle vecchie problematiche.

Il Rapporto 2023 su Povertà ed esclusione sociale in Italia, diffuso dalla Caritas italiana (ce n’è una sintesi, da scaricare in .pdf a fondo pagina) offre uno sguardo approfondito sulla situazione. L’Italia si distingue come il paese europeo con la trasmissione intergenerazionale più intensa delle condizioni di vita sfavorevoli, indicando che chi nasce povero ha maggiori probabilità di rimanere tale da adulto. I dati rivelano un aumento di 357 mila persone nella povertà assoluta tra il 2021 e il 2022.
«Gli stranieri», si legge sul rapporto, «pur rappresentando solo l’8,7% della popolazione, costituiscono il 30% dei poveri assoluti. I lavoratori poveri che si rivolgono alla Caritas sono il 22,8% dell’utenza, di cui il 64,9% sono stranieri. Mentre la presenza di oltre 2,1 milioni di famiglie povere può dirsi una sconfitta per chi ne è direttamente coinvolto, ma anche per l’intera società, che si trova a dover fare i conti con la perdita di capitale umano, sociale, relazionale che produce gravi e visibili impatti anche sul piano economico. Tutti
possiamo dirci vinti di fronte a 1,2 milioni di minori in condizione di indigenza, costretti a rinunciare a tante opportunità di crescita, di salute, di integrazione sociale, e il cui futuro sarà indubbiamente compromesso».

Un focus è dedicato ai “working poor”, «caratterizzati da lavori in nero, part-time forzati e salari inadeguati», sottolineando la loro lotta per sopravvivere. I “working poor” in Italia ammontano a 2,7 milioni (11,5% degli occupati, rispetto al 8,9% della media europea). Il 47% dei nuclei in povertà assoluta ha il capofamiglia occupato, mentre questa percentuale sale all’81,1% nelle famiglie povere composte solo da stranieri.

Il rapporto evidenzia anche gli “eventi svolta” che possono portare alla vulnerabilità sociale, come diventare genitori, con l’80% degli utenti con figli minori. Riguardo alla povertà energetica, nel 2022 il 45% degli oltre 86 mila sussidi economici erogati dalla Caritas è stato destinato ai “bisogni energetici”, ovvero alle bollette.

Infine, il rapporto si esprime in maniera critica sulla riforma del Reddito di cittadinanza, sottolineando che l’abbandono del principio di universalismo selettivo e l’introduzione di nuovi requisiti lascia scoperte alcune specifiche tipologie di poveri. Le stime disponibili indicano in circa il 33% i nuclei già beneficiari di RdC che non avranno diritto all’Adi, per un numero di 400mila nuclei su 1,2 milioni di famiglie: « Nel 2022, tra i
beneficiari di Caritas, il 19% era percettore di RdC (17mila famiglie) con punte del 44% al Sud e del 50% nelle Isole. Vi sono inoltre molti dubbi sulla reale possibilità di trovare un’occupazione entro i 12 mesi di copertura economica per la formazione garantiti dall’SFL. Note positive riguardano invece i circa 50mila nuclei di stranieri che potranno accedere per la prima volta alla misura e il fatto che sommando gli importi dell’Adi con quelli dell’Assegno Universale Unico per i figli a carico, la nuova impostazione è sicuramente migliore per le famiglie numerose rispetto a quella precedente».