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CHIUSO IL 1° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI BIOETICA

Con le conclusioni del Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, si è chiuso, sabato scorso, il I Convegno internazionale di bioetica, svoltosi a Noto il 10 e l’11 settembre 2010.
Per due giorni, docenti universitari, ricercatori, medici, infermieri, operatori socio-sanitari, avvocati, insegnanti, presbiteri, religiose, diaconi, liberi uditori, hanno riflettuto sulle fondamentali problematiche della vita umana: nascita, morte, malattia, accanimento terapeutico, dolore, staminali. In altri termini, tutte quelle problematiche che hanno a che vedere con la vita e la salute del singolo e della collettività, con particolare riferimento al rapporto medico – paziente (la cosiddetta bioetica quotidiana).
L’entusiasmo e l’attenzione con la quale gli oltre duecento convegnisti hanno seguito i lavori, hanno rappresentato la migliore risposta ad un rilevante impegno organizzativo messo in piedi dalla Diocesi di Noto, ente promotore e organizzatore del convegno.
Un evento che ha riscosso l’attenzione di qualificati organi di stampa,  a livello locale, regionale, nazionale, ai quali va il ringraziamento da parte della Diocesi.
La prima edizione del Convegno Internazionale di Bioetica, voluto dal Vescovo mons. Antonio Staglianò, ha rappresentato non soltanto un significativo momento di riflessione scientifica, animata da una piena e consapevole partecipazione di qualificati attori, ma è stato anche un segno, per molti aspetti nuovo e profetico, di un più ampio respiro ecclesiale, culturale e formativo che ha contribuito non poco al risveglio di un nuovo ed attuale orizzonte di dialogo tra fede, scienza, filosofia, magistero cattolico e le nuove sfide educative della società contemporanea.
L’indice di gradimento espresso dai convegnisti, attraverso un apposito questionario distribuito a conclusione dei lavori, ha fornito lo spunto per talune indicazioni circa il “dopo convegno”, dettate dal Vescovo e delle quali riportiamo di seguito le più significative:
– coltivare i rapporti con gli illustri relatori presenti, peraltro pienamente soddisfatti dell’andamento del convegno, cercando di intercettarne altri dello stesso spessore;
– mantenere vivo ed operativo il legame con i convegnisti, lavorando, altresì, per “costruire” l’uditorio per il secondo convegno da tenere il prossimo anno.
In linea con le indicazioni del Vescovo, il Comitato organizzativo annuncia le seguenti iniziative:
– un servizio speciale sul Convegno che sarà pubblicato sul prossimo numero (domenica 26 settembre 2010) del periodico della Diocesi di Noto, “ La Vita Diocesana”;
– preparazione degli atti del convegno e di un DVD sui momenti più significativi dell’evento;
– programmazione di appositi incontri sulle principali tematiche trattate, come risposta alle molteplici richieste venute dai convegnisti, attraverso il questionario di valutazione.

Nella sezione I Covegno internazionale di Bioetica sono disponibili:

– la sintesi degli interventi dei relatori;
– le foto dei più significativi momenti del convegno.

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I servizi Internet per la diocesi e le parrocchie

La Chiesa italiana, in collaborazione con le diocesi della Sicilia e quella di Agrigento in particolare, promuovono un’ulteriore occasione di incontro e di approfondimento, espressione della volontà di capire i mutamenti operati dalle nuove tecnologie
nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani, per non rimanere meri consumatori, ma testimoni della vivacità della fede cristiana anche in questa nuova cultura.

In tal senso il prossimo 21 settembre dalle ore 10.00 alle ore 17.30 si terrà ad Agrigento, presso il Grand Hotel Mosè, un Incontro Regionale su “I servizi Internet per la diocesi e le parrocchie” organizzato dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali (UNCS) e dal Servizio informatico della CEI in collaborazione con l’Ufficio Regionale per le Comunicazioni Sociali e con gli uffici Comunicazioni Sociali ed Informatico dell’Arcidiocesi di Agrigento. 

Dalla nostra diocesi parteciperanno alcuni responsabili dei vari Uffici diocesani per meglio qualificare un servizio da prestare alla chiesa locale di Noto.

L’occasione è finalizzata a conoscere compiutamente quei servizi che la CEI offre alle diocesi, in merito alle tecnologie digitali. Il programma prevede alle ore ore 10.00 Mons. Domenico Pompili, direttore UNCS, interverrà sul “L’informatica nelle diocesi e il Progetto diocesano: aspetti comunicativi e pastorali”, alle ore 10.30 Servizi internet per le diocesi (proposte, stato di utilizzo e problematiche aperte, possibili sviluppi ed evoluzioni, il sito della Conferenza Episcopale Siciliana); ore 12.00 Servizi internet per la comunicazione con le parrocchie (ParrocchieMap, Intranet parrocchie-diocesi, servizi per riunioni a distanza, Sipa.Net, il sito web parrocchiale), ore 13.30 Pranzo, ore 14.30 Breve panoramica sulle principali funzioni del SIDI – Sistema Informativo Diocesano (Amministrazione e Patrimonio, Anagrafica, Protocollo e Archivio, IRC), ore 15.00 Breve panoramica sui servizi tecnologici nell’ambito dei Beni Culturali; ore 15.30 Dibattito ed eventuali approfondimenti.

Inoltre, dal 22 al 24 settembre – sempre ad Agrigento – di svolgerà il Corso regionale sul “SIDI”(Sistema informativo diocesano) rivolto agli Incaricati degli Uffici di Curia e ai loro collaboratori (Vicario generale, Cancelliere, Economo, Direttore Ufficio Amministrativo, Direttore Ucs, Incaricato per i servizi Informatici, Direttore Ufficio IRC, Segretari dei vari uffici).

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Modica: mostra fotografica Gemellaggio Africa-Congo

Durante l’ultimo viaggio di Mons A. Staglianò nella diocesi gemella di Butembo-Beni in Africa nella Republica democratica del Congo, il fotografo ufficiale il signor Guido Cicero ha scattato numerose foto che adesso sono parte di una mostra della quale il Vescovo di Noto ha detto: “queste foto hanno il potere di portare l’Africa dentro il cuore dopo che l’hanno fatta passare dagli occhi; e ciò significa che sono un rimedio efficace contro quell’impietosa indifferenza che costringe all’inerzia e alla paralisi dinanzi ai tanti drammi umani dell’Africa che quotidianamente i mass-media sciorinano sotto i nostri occhi”. 
La mostra ha l’obiettivo di portare avanti il progetto di gemellaggio e di solidarietà  siglato nel 1988  tra la Diocesi di Noto e la Diocesi di Butembo Beni. Il ricavato della mostra andrà devoluto a due importanti progetti:  Ospedale Cardiologico “Pino Staglianò”a Butembo Beni, la Casa del Fanciullo “Sacro Cuore” a Bingo.

La mostra dopo la sua tappa a Noto presso la Sala Congressi “Rosario Gagliardi” e a Palazzo Trigona ora si terrà a Modica in C.so Umberto I dal 16 settembre al 3 ottobre 2010 e sarà aperta al pubblico nei seguenti orari: 9,00 – 13,00 / 17,00 – 20,30. L’inaugurazione avverrà Giovedì 16 Settembre 2010 – ore 19,00.

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A Modica “Patto educativo” nel ricordo di don Puglisi

Nel giorno anniversario della morte di don Pino Puglisi – prete, educatore, testimone della legalità – mercoledì 15 settembre a Modica (ore 18 alla Fontana, area attrezzata padre Basile) sarà firmato un “Patto educativo” con cui famiglie, parrocchie, scuole, operatori dell’informazione si impegnano a convergere per educare le nuove generazioni al valore del bene comune, “mirando in alto” (come amava dire don Milani) e resistendo a “testa alta” (come amava dire don Puglisi) di fronte a ingiustizie e prepotenze. Per dare al “Patto” la concretezza del “segno” – altro tema caro a don Pino – esso si svilupperà in modo particolare attraverso il “cantiere educativo” Crisci ranni. Oltre ai laboratori educativi, espressivi e sportivi e al recupero e di feste significative (San Martino e il senso del dono, Santa Lucia e la luce, ecc.), vi sarà poi in primavera un Convegno sul senso della città, teso a riscoprirne – tema caro ad un altro testimone del Sud, il ‘nostro’ Giorgio La Pira – l’anima e la sua chiamata ad essere riflesso della Gerusalemme celeste. Alla firma del Patto interverrà il nostro Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, che subito dopo presiederà l’Eucaristia: la sua presenza testimonia tra l’altro la cura per una recezione effettiva del documento dei Vescovi italiani sul Mezzogiorno e degli Orientamenti sull’educazione, temi che saranno sviluppati quindi a fine mese nel nostro Convegno di inizio anno pastorale.

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Aspettando il Papa a Palermo

La Consulta Regionale di Pastorale Giovanile e la Consulta Regionale di Pastorale Familiare propongono un Convegno, per le equipes diocesane, i responsabili di Movimenti, Associazioni, gruppi ecclesiali ecc. presenti nelle Chiese di Sicilia, per la riflessione, il confronto e l’arricchimento reciproco. Il tema della riflessione sarà: “LO SGUARDO DEL CORAGGIO.. per una educazione alla speranza”.
Ci prefiggiamo allora di ritornare allo sguardo di Gesù Cristo, per sentirci amati profondamente da Lui e con questo amore essere coraggioso seme di trasfigurazione della nostra società.
Il Santo Padre Benedetto XVI concluderà il Convegno. incontrerà tutti i giovani e le famiglie e darà la Sua sapiente e autorevole parola, affinché i siciliani possano ritrovare sempre più il coraggio di testimoniare la fede e vivere nella speranza la realizzazione di un futuro migliore.
L’incontro con i Vescovi di Sicilia per le “Fontane di Luce”, in venti chiesedel centro di Palermo, i laboratori e le riflessioni degli esperti saranno motivo di riflessione e di programmazione dell’azione pastorale nella nostra Isola.
I relatori e gli esperti invitati al Convegno sono persone che vivono ed operano nella nostra regione e sono di grande spessoreculturale, sociale e religioso.

Tutte le informazioni sull’evento nel Sito Ufficiale  www.ilpapaapalermo.it

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Oggi 18 Settembre 7 nuovi diaconi in Diocesi

Oggi 18 Settembre 2010 la nostra Diocesi si arricchirà del dono di sette nuovi diaconi permanenti. Il diaconato permanente, voluto dal Concilio Vaticano II, completa il sacramento dell’ordine nello specifico di quello che è il servizio, in particolare agli ultimi e ai poveri. Come nella Chiesa il Vescovo è segno di Cristo Pastore e il presbitero segno di Cristo Sacerdote, il diacono è segno di Cristo Servo. La novità del Concilio fu quella di concedere il primo grado dell’Ordine Sacro a uomini sposati. Il diaconato che nella prassi era una fase di passaggio per il presbiterato diventò nella fattispecie permanente. Nella nostra Diocesi il diaconato è stato accolto nella metà degli ottanta e i primi diaconi furono ordinati negli anni novanta. Oggi, i diaconi che svolgono servizio nelle varie parrocchie della diocesi sono quindici a cui presto si uniranno i nuovi sette. La formazione dei diaconi nella nostra diocesi dura in media dagli otto ai dieci anni e prevede gli studi teologici e gli incontri mensili di formazione pastorale e spirituale. Il cammino cominciato circa 25 anni fa con il Vescovo Nicolosi, sotto la guida di don Salvatore Bellomia, oggi sta proseguendo con il nuovo assistente don Corrado Lorefice.
Il Vescovo imporrà le mani per l’ordine sacro del diaconato, giorno 18 Settembre nella Chiesa Cattedrale alle ore19,00 agli  accoliti: 

      Antonio Aprile, parrocchia San Massimiliano Kolbe in Modica
      Gildo Cicero, parrocchia S. Antonio in Modica
      Angelo Di Maria, parrocchia “San Giuseppe” Chiesa Madre in Rosolini
      Rino Distefano, parrocchia “S. Giuseppe” in Ispica
      Salvatore Distefano, parrocchia “Madonna delle Grazie” in Ispica
      Lorenzo Quartarone, parrocchie “S. Francesco”, “S. Cuore”, “SS. Pietro e Paolo” in Pachino
      Enzo Semoli, parrocchia “S. Venera” in Avola.

 
Tutta la comunità diocesana è invitata ad unirsi alla gioia di questi nostri fratelli, delle loro mogli e delle loro parrocchie di appartenenza, innalzando al Signore una fervida preghiera perché li sostenga sempre nel loro servizio rendendoli testimoni del suo amore e perché susciti nuove vocazioni a beneficio di tutta  la Chiesa di Noto.   

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5ª Giornata per la salvaguardia del creato – 1 settembre 2010

La celebrazione della 5ª Giornata per la salvaguardia del creato costituisce per la Chiesa in Italia un’occasione preziosa per accogliere e approfondire, inserendolo nel suo agire pastorale, il profondo legame che intercorre fra la convivenza umana e la custodia della terra, magistralmente trattato dal Santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio per la 43ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2010), intitolato Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato.

1. Il dono della pace
La Sacra Scrittura ha uno dei punti focali nell’annuncio della pace, evocata dal termine shalom nella sua realtà articolata: essa interessa tanto l’esistenza personale quanto quella sociale e giunge a coinvolgere lo stesso rapporto col creato. L’assenza di guerre costituisce, infatti, solo un elemento di una dinamica che investe la vita umana in tutte le sue dimensioni e che, secondo l’Antico Testamento, si realizzerà in pienezza nel tempo messianico (cfr Is 11,1-9). Anche il Nuovo Testamento evidenzia tale ricchezza di significato, collegando strettamente la pace alla Croce del Signore, da cui sgorga come dono prezioso di riconciliazione: Cristo stesso, secondo le parole dell’apostolo Paolo, “è la nostra pace” (Ef 2,14).
L’uno e l’altro Testamento convergono, poi, nel sottolineare lo stretto legame che esiste tra la pace e la giustizia, messo in forte rilievo dal profeta Isaia: “praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre” (Is 32,17). Nella prospettiva biblica, l’abbondanza dei doni della terra offerti dal Creatore fonda la possibilità di una vita sociale caratterizzata da un’equa distribuzione dei beni. È la logica della manna: “colui che ne aveva preso di più, non ne aveva di troppo; colui che ne aveva preso di meno, non ne mancava” (Es 16,18).

2. La pace minacciata
Benedetto XVI ha segnalato più volte quanti ostacoli incontrino oggi i poveri per accedere alle risorse ambientali, comprese quelle fondamentali come l’acqua, il cibo e le fonti energetiche. Spesso, infatti, l’ambiente viene sottoposto a uno sfruttamento così intenso da determinare situazioni di forte degrado, che minacciano l’abitabilità della terra per la generazione presente e ancor più per quelle future. Questioni di apparente portata locale si rivelano connesse con dinamiche più ampie, quali per esempio il mutamento climatico, capaci di incidere sulla qualità della vita e sulla salute anche nei contesti più lontani.
Bisogna anche rimarcare il fatto che in anni recenti è cresciuto il flusso di risorse naturali ed energetiche che dai Paesi più poveri vanno a sostenere le economie delle Nazioni maggiormente industrializzate. La recente Assembla Speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Africa ha denunciato con forza la grave sottrazione di beni necessari alla vita di molte popolazioni locali operata da imprese multinazionali, spesso col supporto di élites locali, al di fuori delle regole democratiche. Come osserva il Papa nell’Enciclica Caritas in veritate, “l’incetta delle risorse naturali, che in molti casi si trovano proprio nei Paesi poveri, genera sfruttamento e frequenti conflitti tra le Nazioni e al loro interno” (n. 49). Anche le guerre – come del resto la stessa produzione e diffusione di armamenti, con il costo economico e ambientale che comportano – contribuiscono pesantemente al degrado della terra, determinando altre vittime, che si aggiungono a quelle che causano in maniera diretta.
Pace, giustizia e cura della terra possono crescere solo insieme e la minaccia a una di esse si riflette anche sulle altre: “Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale” (n. 51).

3. Un dovere gravissimo
È in questo contesto che va letto il richiamo del Papa a una responsabilità ad ampio raggio, al “dovere gravissimo (…) di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla” (n. 50). Tale dovere esige una profonda revisione del modello di sviluppo, una vera e propria “conversione ecologica”. La famiglia umana è chiamata a esercitare un responsabile governo dell’ambiente, nel segno di “una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo” (Messaggio per la 43ª Giornata Mondiale della Pace, n. 8), guardando alla generazione presente e a quelle future. È impossibile, infatti, parlare oggi di bene comune senza considerarne la dimensione ambientale, come pure garantire il rispetto dei diritti fondamentali della persona trascurando quello di vivere in un ambiente sano.
Si tratta di un impegno di vasta portata, che tocca le grandi scelte politiche e gli orientamenti macro-economici, ma che comporta anche una radicale dimensione morale: costruire la pace nella giustizia significa infatti orientarsi serenamente a stili di vita personali e comunitari più sobri, evitando i consumi superflui e privilegiando le energie rinnovabili. È un’indicazione da realizzare a tutti i livelli, secondo una logica di sussidiarietà: ogni soggetto è invitato a farsi operatore di pace nella responsabilità per il creato, operando con coerenza negli ambiti che gli sono propri.

4. Contemplare la creazione di Dio
Tale impegno personale e comunitario per la giustizia ambientale potrà trovare consistenza – lo sottolinea ancora Benedetto XVI – contemplando la bellezza della creazione, spazio in cui possiamo cogliere Dio stesso che si prende cura delle sue creature. Siamo, dunque, invitati a guardare con amore alla varietà delle creature, di cui la terra è tanto ricca, scoprendovi il dono del Creatore, che in esse manifesta qualcosa di sé. Questa spiritualità della creazione potrà trarre alimento da tanti elementi della tradizione cristiana, a partire dalla Celebrazione eucaristica, nella quale rendiamo grazie per quei frutti della terra che in essa divengono per noi pane di vita e bevanda di salvezza.
Già nel 1983 l’Assemblea di Vancouver del Consiglio Ecumenico delle Chiese invitava i cristiani a una “visione eucaristica”, capace di abbracciare la vita personale e sociale, che si realizza nel creato. Oggi la stessa pace con il creato è parte di quell’impegno contro la violenza che costituirà il punto focale della grande Convocazione ecumenica prevista nel 2011 a Kingston, in Giamaica. Celebriamo, dunque, la 5ª Giornata per la salvaguardia del creato in spirito di fraternità ecumenica, nel dialogo e nella preghiera comune con i fratelli delle altre confessioni cristiane, uniti nella custodia della creazione di Dio. Siamo certi, infatti, che Dio, “tramite il creato, si prende cura di noi” (Ib., n. 13).

Roma, 1° maggio 2010

 

COMMISSIONE EPISCOPALE PER L´ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO       

COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE


“A parola è Parola”: Giovani in Missione!!

“A parola è Parola” è lo slogan della Missione estiva “Giovani per i Giovani” 2010.
Ormai da diversi anni, nel periodo estivo, i Frati Minori di Sicilia, con alla guida di fra Vittorio Avveduto (segretario missioni popolari), organizzano, a ridosso del ferragosto, in città a forte vocazione turistica, una settimana di evangelizzazione ed animazione rivolta in modo particolare ai govani, ma non solo… Quest’anno, dopo aver toccato città come Agrigento, Pozzallo, Siracusa, Castelbuono (PA) e Gubbio, è stata scelta Marzamemi, la piccola e graziosa frazione di Pachino. La Missione, organizzata in collaborazione con il Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Noto, si svolgerà dal 15 al 22 Agosto 2010 e vedrà la partecipazione di circa 100 giovani laici missionari, accompagnati da una trentina di frati e suore francescane. I missionari francescani nei pomeriggi e nelle serate, saranno presenti nei luoghi di ritrovo dei giovani (pub, discoteche, etc.), negli Ospedali di Noto ed Avola, nella Casa Circondariale di Noto e presso le spiagge della zona.La mattina, invece, sarà dedicata alla formazione dei missionari guidata da alcuni sacerdoti e laici adulti della Diocesi. Ma perché una Missione in estate? La Missione ci ricorda che la Chiesa, per sua natura missionaria, è chiamata a portare in ogni tempo, ad ogni uomo e in ogni luogo il Vangelo che ha ricevuto: la buona notizia che Dio è misericordia e ama ciascuno di noi. Ed è proprio questa buona notizia la Parola che durante i giorni della Missione verrà donata ai giovani, agli ammalati, ai carcerati, agli anziani, alle famiglie, ai turisti che i missionari incontreranno in quei giorni.I missionari si faranno trovare lì dove tanti giovani nelle sere d’estate vanno cercando la “vita”, e come fece un giorno Gesù con la samaritana, offriranno come alternativa la VITA che loro stessi hanno avuto la grazia di sperimentare!
Sono sicuro che la missione di Marzamemi sarà un’esplosione di gioia, di allegria, di sano divertimento, di preghiera, di ascolto, di condivisione… di festa, che lascerà sicuramente un segno indelebile in tanti cuori. Pace e Bene!

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Oggi ricorre il 90° compleanno del Vicario Generale Mons. Guccione

Oggi 24 Settembre ricorre il 90° compleanno del nostro carissimo Vicario Generale Mons. Francesco Guccione.

Sarà l’occasione per esprimergli tutta la nostra devozione e gratitudine per il sapiente e amabile servizio che per molti anni ha reso alla nostra chiesa locale e in particolare al suo presbiterio.
Radicalità evangelica e prudente discernimento hanno caratterizzato, soprattutto, i quasi 40 anni di umile e totale dedizione nell’assolvere il delicato ufficio di Vicario Generale accanto a quattro Vescovi: Mons. S. Nicolosi, Mons. G. Malandrino, Mons. M. Crociata, Mons. A. Stagliano, nel segno della lealtà e della fedeltà. Il nostro Vescovo S. E. Mons. Antonio Stagliano, che ha sollecitato la celebrazione della fausta ricorrenza unitamente al presbiterio e all’intera comunità diocesana, stasera convoca per la solenne concelebrazione eucaristica alle ore 19,00 in Cattedrale. Sarà l’occasione propizia per rendere grazie al Signore per il dono della vita e della vocazione cristiana e presbiterale concessa a questo suo servo fedele che ha fatto di tutta la sua vita un dono totale di sé.

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Il 27 Settembre parte il Convegno diocesano d’inizio anno pastorale

Non sarà solo una cornice formale la preghiera e la memoria dei testimoni – Giorgio La Pira, don Puglisi, le opere di carità della nostra Chiesa – nel Convegno di inizio del nuovo anno pastorale, che ci vedrà radunati insieme in Cattedrale dal 27 al 29 settembre. Si tratta, infatti, dell’orizzonte che rimanda alla fonte e alla misura evangeliche della nostra vita ecclesiale e della nostra missione. Dobbiamo sempre ricordarlo e mai dare per scontato: «Se il Signore non costruisce, invano faticano i costruttori». Da qui quel lasciarsi educare del tema che ha grande valenza teologica: dice l’iniziativa di Dio, dice come tutti noi ci poniamo anzitutto come discepoli, e così potremo offrire al mondo quello che non ha e che viene da Dio. Con uno sbilanciamento tra l’azione di Dio e la compagnia degli uomini che ci libera dal narcisismo, dall’astio, dall’amarezza, dal clericalismo.

Nelle tre sere del Convegno, ci sarà la riflessione articolata nelle varie relazioni con cui, da una parte si recepiscono i documenti dei nostri vescovi sul Mezzogiorno e sull’educazione, dall’altra si tracciano alcune coordinate del nuovo anno pastorale. La prima sera il prof. Pietro Fantozzi ci aiuterà a cogliere alcune sfide che nascono dalla nostra collocazione nel Sud, mentre Gaetano Giunta ci indicherà alcuni possibili percorsi di impegno. Il secondo giorno, al centro del Convegno, ci sarà la relazione del nostro Vescovo, nella sua funzione di guida come apostolo e maestro, per restare ancorati al Maestro per eccellenza che è Gesù (in questo va colta anche l’eco del nostro Sinodo) ed imparare da lui i tratti di un’educare veramente liberante. Il saluto della Chiesa dell’Aquila darà un timbro particolare alla nostra comunione: ci ricorderà come il Vescovo ci lega a tutte le altre Chiese e come noi restiamo vicini alle sofferenze dell’Abruzzo anche oltre le prime emozioni. Il terzo giorno quindi ci sarà la relazione di mons. Vittorio Nozza, con la ricchezza di esperienza e di sapienza che proviene dalla guida di un organismo come la Caritas Italiana, impegnata a legare l’ascolto e la celebrazione alla testimonianza di vita nel territorio. 

Sarà consegnato il “calendario diocesano”. Sappiamo già che il secondo venerdì di ottobre, novembre e gennaio avremo incontri unitari per continuare a riflettere – con don Nisi Candido – sul lasciarci educare dalla Parola, dell’Eucaristia, dai Poveri. Non è secondario che nel calendario ci siano quindi gli incontri di settore raccordati al tema generale e gli incontri dei consigli pastorali, presbiterali, di coordinamento pastorale: a ricordarci che c’è la possibilità di un confronto ampio e corale, evitando però di ripetere quello che già sappiamo o sentiamo come cassa di risonanza tutta nostra, cercando invece di aiutarci a capire anzitutto dove il Signore ci vuole condurre. Sarà anche più facile – in sintonia con la larghezza del cuore del Signore – vivere effettivamente le comunità di parrocchie come occasione per valorizzare carismi e moltiplicare energie a servizio del Regno.

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