Archivi della categoria: notizie

I giovani delle diocesi di Noto e Ragusa insieme

Lo scorso 4 giugno i giovani della diocesi di Noto hanno incontrato a Ragusa in cattedrale i giovani della diocesi di Ragusa alla presenza dei loro due vescovi, mons. Antonio Staglianò e mons. Paolo Urso.
Significativo ed importante questo evento, che rappresenta l’inizio di una bella amicizia  e collaborazione  tra i due servizi della pastorale giovanile delle due diocesi, nonché di un gemellaggio tra le diocesi e i suoi rispettivi giovani, al di là del limite territoriale.
L’essenza di questo incontro può riassumersi nel voler camminare insieme verso l’unica meta che è Gesù Cristo.
Siamo in cammino, tutti, perché pellegrini in questo mondo, e siamo tali perché “ cercatori di Dio, ma non solo, ma anche cercatori dell’uomo”, così mons. Paolo Urso ci ha accolti nella sua cattedrale di San Giovanni nel cuore di Ragusa, a braccia aperte donandoci il suo affetto di padre e aprendoci le porte della sua diocesi e città e benedicendo il nostro cammino.
Cammino che è stato scandito da 5 tappe di vocazione: il giovane, il diacono futuro sacerdote, la giovane coppia, il missionario, la giovane consacrata.
E così immersi nella notte illuminata dalle lampade della nostra fede siamo giunti alla  cupola con le vetrate blu, il duomo di san Giorgio, nel cuore di Ibla, lì mons Staglianò ha concluso il nostro pellegrinaggio consegnadoci tre parole fondamentali: Adorare, tacere e godere.
E così sì è fatto, abbiamo adorato gesù eucaristia nella chiesetta di san giacomo che si trova nei giardini iblei, abbiamo così taciuto per riempirci di Lui e poi abbiamo goduto della sua presenza.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Conclusa la 61^ ASSEMBLEA GENERALE DELLA C.E.I.

Si è conclusa venerdì scorso l’assemblea generale della CEI ( Conferenza Episcopale italiana) che si era aperta lunedì 24 maggio con una manifestazione di affetto e di comunione dei Vescovi nei confronti del Papa per il ruolo “ costantemente propulsivo e intransigente contro ogni sporcizia” da lui svolto. Riferendosi, poi, al momento di « pesante difficoltà economica» che attraversa l’Italia,il Card. Bagnasco,ha puntato l’attenzione su due realtà, la famiglia e il lavoro, considerate «strutturalmente strategiche». Riguardo la famiglia, il Presidente della CEI ha notato che l’Italia «sta andando verso un lento suicidio demografico» e che, pertanto  «urge una politica orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale». Per questo il presidente della Cei ha auspicato che «si pongano in essere iniziative urgenti e incisive», tra le quali «il quoziente familiare” . Quanto al lavoro, rilevati i deludenti effetti prodotti dalle iniziative del governo , il Presidente dei Vescovi ha auspicato che si proceda “ senza ulteriori indugi, a riforme atte a produrre crescita, mettere in campo risorse per finanziare gli investimenti, potenziare le piccole e medie industrie, qualificare il settore della ricerca e quello turistico, potenziare l’agricoltura e l’artigianato, sveltire la distribuzione, facilitare il mondo cooperativistico». Ricordando, inoltre, il 150^ dell’unità d’Italia, Bagnasco ha ribadito che questa unità «resta una conquista e un ancoraggio irrinunciabili: ogni auspicabile riforma condivisa, a partire da quella federalista, per essere un approdo giovevole, dovrà storicizzare il vincolo unitario e coerentemente farlo evolvere per il meglio di tutti».  Affrontando, infine, il tema della sfida educativa, il Cardinale ha sottolineato che «La Chiesa italiana intende continuare a interpretare la propria missione senza complessi e senza menomazioni». Anche perché il futuro dipende anche dalla capacità di educare.
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Tre lettere di comunione presbiterale e Comunità di Parrocchie

Come le corde alla cetra. “Ciascuno di voi si studi di far coro” è il bel titolo della terza lettera ai presbìteri del vescovo di Noto, Antonio Staglianò, nell’Anno Sacerdotale. Un testo nato per condividere con i sacerdoti diocesani l’impegno di tutta la Chiesa locale a «pensare e immaginare forme concrete attraverso le quali vivere la comunione, per essere più credibili nella testimonianza e nella predicazione del Vangelo, più nelle opere di carità». La terza tappa di un percorso iniziato da monsignor Staglianò con il presbiterio diocesano nel giugno del 2009 con la consegna della prima lettera dal titolo Il bel pastore offre la vita. Preti innamorati di Dio al servizio della bellezza dell’umano, e continuato, nel gennaio del 2010, con la seconda lettera “Se avrete amore sapranno. La comunione soltanto ci rende cristianamente credibili”. Come spiega il presule netino anche in questo terzo scritto, infatti, «la comunione del presbiterio attorno al vescovo è elemento essenziale per l’attestazione della sinfonia dell’amore trinitario di Dio che deve essere dispiegata, proferita, dimostrata, narrata». Tanto più oggi, in un mondo dominato da individualismi e conflittualità, dentro una diffusa mentalità consumistica e mercantile nella quale le persone sono ridotte a bocche per mangiare o a tasche per spendere, e dove la seduzione ha preso il posto dell’educazione. «La comunione nella Chiesa è un prendersi carico, un aver cura», sottolinea Staglianò, che al riguardo non manca di dare indicazioni puntuali su alcune possibili iniziative pastorali capaci di valorizzare la comunione e la sinergia, in sintonia con il mandato del Sinodo diocesano. Proprio facendo memoria del Sinodo, il vescovo di Noto rilancia ancora una volta la figura pastorale della «comunità di parrocchie», ovvero più parrocchie che lavorino in rete come fossero una sola comunità, risposta concreta e indispensabile per la vitalità cristiana della Chiesa netina che si confronta con le sfide educative e culturali di un tempo che ha nella complessità
la sua cifra essenziale. Un richiamo alla missionarietà delle parrocchie, ad allargare sempre gli orizzonti – presbiteri di Noto e di Butembo Beni –, alla compassione misericordiosa, a integrare pastoralmente gli sforzi, a vivere la comunione per suscitare vocazioni. È «la forma concreta del vivere in comunione che vince gli individualismi e gli isolamenti –conclude Staglianò –, che diventa anche testimonianza capace di suscitare vocazioni. Se i giovani vedono sacerdoti isolati e tristi, non si sentono incoraggiati a seguirne l’esempio».

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi


Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale

Il tema della 44a  Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – scrive il Papa nel suo Messaggio – “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola” -, si inserisce felicemente nel cammino dell’Anno sacerdotale, e pone in primo piano la riflessione su un ambito pastorale vasto e delicato come quello della comunicazione e del mondo digitale, nel quale vengono offerte al Sacerdote nuove possibilità di esercitare il proprio servizio alla Parola e della Parola. I moderni mezzi di comunicazione sono entrati da tempo a far parte degli strumenti ordinari, attraverso i quali le comunità ecclesiali si esprimono, entrando in contatto con il proprio territorio ed instaurando, molto spesso, forme di dialogo a più vasto raggio, ma la loro recente e pervasiva diffusione e il loro notevole influsso ne rendono sempre più importante ed utile l’uso nel ministero sacerdotale.
 Compito primario del Sacerdote è quello di annunciare Cristo, la Parola di Dio fatta carne, e comunicare la multiforme grazia divina apportatrice di salvezza mediante i Sacramenti. Convocata dalla Parola, la Chiesa si pone come segno e strumento della comunione che Dio realizza con l’uomo e che ogni Sacerdote è chiamato a edificare in Lui e con Lui. Sta qui l’altissima dignità e bellezza della missione sacerdotale, in cui viene ad attuarsi in maniera privilegiata quanto afferma l’apostolo Paolo: “Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso … Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati?” (Rm 10,11.13-15).
 Per dare risposte adeguate a queste domande all’interno dei grandi cambiamenti culturali, particolarmente avvertiti nel mondo giovanile, le vie di comunicazione aperte dalle conquiste tecnologiche sono ormai uno strumento indispensabile. Infatti, il mondo digitale, ponendo a disposizione mezzi che consentono una capacità di espressione pressoché illimitata, apre notevoli prospettive ed attualizzazioni all’esortazione paolina: “Guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1 Cor 9,16). Con la loro diffusione, pertanto, la responsabilità dell’annuncio non solo aumenta, ma si fa più impellente e reclama un impegno più motivato ed efficace. Al riguardo, il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una “storia nuova”, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola.
 Tuttavia, la diffusa multimedialità e la variegata “tastiera di funzioni” della medesima comunicazione possono comportare il rischio di un’utilizzazione dettata principalmente dalla mera esigenza di rendersi presente, e di considerare erroneamente il web solo come uno spazio da occupare. Ai Presbiteri, invece, è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante “voci” scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi.
 Attraverso i moderni mezzi di comunicazione, il Sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore. Più che la mano dell’operatore dei media, il Presbitero nell’impatto con il mondo digitale deve far trasparire il suo cuore di consacrato, per dare un’anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all’ininterrotto flusso comunicativo della “rete”.
 Anche nel mondo digitale deve emergere che l’attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale. La pastorale nel mondo digitale, infatti, deve poter mostrare agli uomini del nostro tempo, e all’umanità smarrita di oggi, che “Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda” (Benedetto XVI, Discorso alla Curia romana per la presentazione degli auguri natalizi: L’Osservatore Romano, 21-22 dicembre 2009, p. 6).
 Chi meglio di un uomo di Dio può sviluppare e mettere in pratica, attraverso le proprie competenze nell’ambito dei nuovi mezzi digitali, una pastorale che renda vivo e attuale Dio nella realtà di oggi e presenti la sapienza religiosa del passato come ricchezza cui attingere per vivere degnamente l’oggi e costruire adeguatamente il futuro? Compito di chi, da consacrato, opera nei media è quello di spianare la strada a nuovi incontri, assicurando sempre la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone e ai loro veri bisogni spirituali; offrendo agli uomini che vivono questo nostro tempo “digitale” i segni necessari per riconoscere il Signore; donando l’opportunità di educarsi all’attesa e alla speranza e di accostarsi alla Parola di Dio, che salva e favorisce lo sviluppo umano integrale. Questa potrà così prendere il largo tra gli innumerevoli crocevia creati dal fitto intreccio delle autostrade che solcano il cyberspazio e affermare il diritto di cittadinanza di Dio in ogni epoca, affinché, attraverso le nuove forme di comunicazione, Egli possa avanzare lungo le vie delle città e fermarsi davanti alle soglie delle case e dei cuori per dire ancora: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).
 Nel Messaggio dello scorso anno ho incoraggiato i responsabili dei processi comunicativi a promuovere una cultura di rispetto per la dignità e il valore della persona umana. È questa una delle strade nelle quali la Chiesa è chiamata ad esercitare una “diaconia della cultura” nell’odierno “continente digitale”. Con il Vangelo nelle mani e nel cuore, occorre ribadire che è tempo anche di continuare a preparare cammini che conducono alla Parola di Dio, senza trascurare di dedicare un’attenzione particolare a chi si trova nella condizione di ricerca, anzi procurando di tenerla desta come primo passo dell’evangelizzazione. Una pastorale nel mondo digitale, infatti, è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura. Come il profeta Isaia arrivò a immaginare una casa di preghiera per tutti i popoli (cfr Is 56,7), è forse possibile ipotizzare che il web possa fare spazio – come il “cortile dei gentili” del Tempio di Gerusalemme – anche a coloro per i quali Dio è ancora uno sconosciuto?
 Lo sviluppo delle nuove tecnologie e, nella sua dimensione complessiva, tutto il mondo digitale rappresentano una grande risorsa per l’umanità nel suo insieme e per l’uomo nella singolarità del suo essere e uno stimolo per il confronto e il dialogo. Ma essi si pongono, altresì, come una grande opportunità per i credenti. Nessuna strada, infatti, può e deve essere preclusa a chi, nel nome del Cristo risorto, si impegna a farsi sempre più prossimo all’uomo. I nuovi media, pertanto, offrono innanzitutto ai Presbiteri prospettive sempre nuove e pastoralmente sconfinate, che li sollecitano a valorizzare la dimensione universale della Chiesa, per una comunione vasta e concreta; ad essere testimoni, nel mondo d’oggi, della vita sempre nuova, generata dall’ascolto del Vangelo di Gesù, il Figlio eterno venuto fra noi per salvarci. Non bisogna dimenticare, però, che la fecondità del ministero sacerdotale deriva innanzitutto dal Cristo incontrato e ascoltato nella preghiera; annunciato con la predicazione e la testimonianza della vita; conosciuto, amato e celebrato nei Sacramenti, soprattutto della Santissima Eucaristia e della Riconciliazione.
 A voi, carissimi Sacerdoti, rinnovo l’invito a cogliere con saggezza le singolari opportunità offerte dalla moderna comunicazione. Il Signore vi renda annunciatori appassionati della buona novella anche nella nuova “agorà” posta in essere dagli attuali mezzi di comunicazione.
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Pubblicato il primo quaderno dell’Osservatorio della Caritas Diocesana

Con i ‘quaderni dell’Osservatorio’ – pubblicati dalla Casa editrice “Il Pozzo di Giacobbe” – la nostra Caritas diocesana di Noto vuole offrire ogni anno alcuni dati rilevati attraverso l’indagine sociale su singoli aspetti del vivere comune, accompagnandoli con  elementi di riflessione raccolti nel cammino della Chiesa di Noto e della comunità civile di questo lembo della Sicilia che si affaccia nel Mar Mediterraneo. Che spinge – secondo un pensiero caro a Giorgio La Pira – all’incontro del ‘concetto’ e del ‘diritto’, propri della nostra tradizione occidentale, con il primato della ‘relazione’, che resta vivo lungo le sponde e nei paesi dell’Africa ma anche in tutti i Sud del mondo. Sempre tutto autenticando con il ‘cuore puro’, generato dall’accoglienza del Vangelo. Cuore libero e trasparente,  grazie al quale è possibile «vedere Dio» e sperimentare una beatitudine che tutti abbraccia con quella predilezione – propria del Dio rivelatoci da Gesù – per i piccoli, i poveri, i maltrattati.

In questo primo quaderno dell’Osservatorio, che si intitola “Ai piedi della loro crescita”, si parte dai più piccoli, dai bambini, ma anche dai giovani. Che vengono guardati, “osservati”, cercando anzitutto di cogliere cosa il nostro territorio offre per loro, analizzando i servizi socio-educativi nel territorio della diocesi, corrispondente a due distretti che sono omogenei anche nella suddivisione dei Piani socio-sanitari di zona, con Noto e Modica come Comuni capofila. Il primo capitolo riguarda un progetto di ricerca coordinato da Salvatore Rizzo, dell’Ecos-Med di Messina: se ne delineando passaggi significativi ed alcune conclusioni che si possono condensare nell’esigenza di costruire ‘patti educativi’. Se i dati sono relativi a uno spazio e a un tempo precisi, il metodo, le intuizioni, i possibili sviluppi vanno oltre e diventano esemplari. I capitoli successivi possono essere intesi come materiali utili per quest’impegno a costruire ‘patti educativi’. Il secondo capitolo curato da Gaetano Giunta, in particolare, traccia un orizzonte di impegno sociale e politico teso a promuovere comunità liberanti, a creare infrastrutturazione sociale, a tentare vie nuove di riscatto. Nel terzo capitolo, scritto da Giovanni Salonia, si analizzano le relazioni educative nelle città, oggi diventate ‘plurali’, con densi ed intriganti interrogativi e provocazioni. Nel quarto e nel quinto capitolo, in cui si ospitano contributi di Marcella Fragapane, ritroviamo l’appassionata spinta a nutrire e ad accompagnare, con intelligenza e amore intessuti di bellezza, i bambini e gli adolescenti perché non si spengano e non si atrofizzino il loro cuore e la loro mente. Il sesto capitolo, curato dalla nostra Caritas, ricorda come il Vangelo contiene il desiderio stesso di Dio che tutti abbiano una vita piena e traccia alcuni elementi perché tutto questo si traduca in corale ricerca e in servizio educativo e pastorale. Il “quaderno” viene consegnato ai lettori, alla comunità diocesana, al territorio tutto, con l’augurio che sempre più l’attenzione alle nuove generazioni diventi impegno a mettersi «ai piedi della loro crescita». Per diventare «uomini diversi da come siamo stati» (Mario Luzi). Sperando in questo modo – come sottolinea il nostro Vescovo Mons. Staglianò nella prefazione – di contrastare lo smarrimento odierno e di contribuire alla riflessione sulla sfida educativa che nel decennio 2010-2020 impegnerà le Chiese che sono in Italia.
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Il 4 Giugno i giovani delle diocesi di Noto e Ragusa si incontrano

L’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile e il Centro Diocesano Vocazioni organizzano, in collaborazione con la Diocesi di Noto, per venerdì 4 giugno c.a. un Incontro Interdiocesano per tutti i giovani delle due diocesi. Questo appuntamento sarà occasione per riscoprire la vitalità della nostra Chiesa locale in quanto darà ai giovani partecipanti la possibilità di conoscere ed affrontare se stessi e il mondo circostante, attraverso testimonianze di laici impegnati, e di esprimere la loro sequela a Cristo attraverso una marcia che partirà dalla Cattedrale S. Giovanni Battista verso il Duomo di S. Giorgio a Ibla; inoltre questo evento sarà momento di incontro e di festa per tutti, con il concerto, a conclusione, del giovane gruppo locale “Area Sud” presso i giardini Iblei.

Di seguito, il programma:

ore 19;30 Appuntamento presso la Cattedrale S. Giovanni Battista di Ragusa;
ore 20:00 Accoglienza e momento di preghiera iniziale a cura di S. E. Mons. Paolo Urso;
ore 20;30 pellegrinaggio animato verso il Duomo di S. Giorgio;
ore 21;30 momento di preghiera conclusivo a cura di S. E. Mons. Antonio Staglianò;
ore 22;00 cena a sacco;
ore 22;30 concerto presso i Giardini Iblei con il gruppo “Area Sud” (che suoneranno cover di Ligabue, Bennato, Negramaro e altri cantanti famosi) e Adorazione Eucaristica presso la chiesa di S. Giacomo (all’interno della villa comunale), con l’opportunità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

Gli organizzatori allargano l’invito a questo importantissimo momento per le nostre Chiese locali a tutti i vostri contatti, ai vostri gruppi e alle vostre realtà.
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi


CNAL a Roma il 16 maggio insieme al Papa

Due settimane fa la Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL), organismo che raduna una sessantina di associazioni e movimenti ecclesiali, ha invitato tutti a partecipare alla recita del Regina Coeli domenica 16 maggio 2010, in Piazza San Pietro. L’iniziativa parte dalla Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, ma è rivolta a tutti coloro che desiderano testimoniare in questo momento il proprio affetto e la vicinanza al Santo Padre.

«In questo modo – spiega la Segretaria Generale della CNAL, Paola Dal Toso –, vogliamo, provenienti da tutta Italia, stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di sostenerlo nel suo impegnativo ministero, esprimendogli affetto e gratitudine per la sua passione per Cristo e per l’umanità intera. Si tratta di un gesto molto semplice rivolto a tutte le persone di fede o di buona volontà che vogliono unirsi al momento ordinario della preghiera domenicale in Piazza San Pietro».

La Segreteria Generale del CNAL Invita tutti a farsi promotori dell’iniziativa nei vari ambienti di vita comunitaria: scuole, parrocchie, associazioni, oratori, movimenti, coinvolgendo, colleghi di lavoro, amici. 

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Presentazione nuovo libro del Vescovo su Maria madre di Dio

Lunedì 3 maggio, alle ore 18, a Noto, nella Chiesa Cattedrale, sarà presentato l’ultimo libro del Vescovo Mons. Antonio Staglianò. 

Il volume dal titolo “Madre di Dio. La mariologia personalistica di Joseph Ratzinger”, edito dall’editrice San Paolo, sarà presentato dal Prof. Padre Stefano De Fiores, ordinario di Mariologia Sistematica alla Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma. Alla presentazione sarà presente l’Autore.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi


Nuove pubblicazioni su Chiesa e Internet

Il rapporto tra Chiesa e Internet oggi vive una nuova fase: il messaggio evangelico, dopo duemila anni di storia in cui si è sempre incarnato nelle società del tempo, entra in uno spazio di condivisione, partecipazione e convergenza grazie al Web 2.0 e alle sue opportunità di interazione on line attraverso i social network. 

Sono usciti nelle libreirie nel mese di aprile due importanti pubblicazioni su questo tema, la prima è: “Chiesa in rete 2.0″ (San Paolo), il volume che raccoglie gli interventi e le relazioni del convegno nazionale “Chiesa in rete 2.0” promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei. Il convegno si è tenuto a Roma il 19-20 gennaio 2009 e si è aperto con il saluto del vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che firma la prefazione del libro.
“La diffusione pervasiva della Rete, che ha caratterizzato il primo decennio del millennio, non costituisce soltanto una risorsa per l’intera umanità, ma anche – come rileva Benedetto XVI – “una grande opportunità per i credenti”, un contesto da abitare con l’attenzione a “farsi sempre più prossimi all’uomo” ed essergli “testimoni della vita sempre nuova, generata dall’ascolto del Vangelo di Gesù” si legge nella quarta di copertina.
Questa prospettiva attraversa i diversi contributi che animano la pubblicazione riguardante un convegno nazionale che si è svolto a quasi dieci anni dal primo intitolato “Chiesa in rete”. 

La seconda pubblicazione di Vincenzo Grienti con il libro “Chiesa e Internet. Messaggio evangelico e cultura digitale” (Academia Universa Press – Firenze, 2010, pp.gg 144 Euro 16,50) ricostruisce gli ultimi dieci anni di questo rapporto tra la Chiesa e Internet. Un periodo che va dal 1999 al 2010, caratterizzato dalla crescita della cultura digitale tra gli utenti della Rete sotto il profilo tecnologico, da incisivi mutamenti sociali e da novità come Facebook, My Space, Twitter, Wikipedia e tanti altri fenomeni che, approdati in Italia da qualche anno, coinvolgono soprattutto i giovani ma anche organizzazioni e istituzioni. Una nuova fase della Rete che è destinata a ulteriori sviluppi: non a caso si parla già di Web 3.0.
Il volume approfondisce i documenti del magistero e le esperienze compiute in questo decennio rileggendo iniziative, seminari e convegni, ma anche le modalità con cui la Chiesa comunica all’interno di questo rinnovato «cyberspazio» ricco di enormi opportunità e di inevitabili rischi fino all’ultimo convegno nazionale “Testimoni digitali” che ha raccolto a Roma oltre 8mila operatori della comunicazione e della cultura.
Per Sergio Belardinelli, professore ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna, che firma la prefazione del libro “Esperta di umanità”, la Chiesa “non poteva restare indifferente a questi cambiamenti. L’attenzione particolare ai rischi, realissimi, di un uso dei media tradizionali, di Internet e dei new media irrispettoso della dignità dell’uomo non ha mai impedito al magistero di vederne le enormi potenzialità positive. Dal libro di Vincenzo Grienti ne esce un rapporto tra Chiesa e Web per molti versi inedito e sorprendente. Grazie a questo libro, il lettore può entrare così nei meandri del rapporto tra Chiesa e mondo del Web, prendendo confidenza con i documenti magisteriali, col contesto socio-culturale nel quale essi nascono, nonché col contesto antropologico che essi tentano di delineare, forse il capitolo più interessante del libro, sempre al servizio dell’uomo e della sua dignità”. 
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Scongelare la figura dell’animatore della Cultura e della Comunicazione

Si è tenuto a Roma dal 22 al 24 Aprile 2010 il Convegno Nazionale organizzato dall’Ufficio   Comunicazioni Sociali della CEI dal titolo slogan: “Testimoni digitali”. La rete internet nel tempo del web 2.0 è stato uno dei temi forti e centrali ripresi anche dal Papa nel suo discorso all’udienza concessa a tutti i convegnisti l’ultimo giorno. Il Papa ha ricordato che “la rete manifesta, una vocazione aperta, tendenzialmente egualitaria e pluralista, ma nel contempo segna un nuovo fossato: si parla, infatti, di “digital divide”. Esso separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno”. Ci ha colpito la sollecitudine che il Papa ha fatto a tutti gli animatori della Comunicazione e della cultura, ai quali ha detto di non esitare nel valorizzare i percorsi formativi proposti dalle Università Pontificie ed ecclesiastiche, destinandovi con lungimiranza persone e risorse. L’intervento del Santo Padre si è concluso con un pressante invito, far si che “il mondo della comunicazione sociale entri a pieno titolo nella programmazione pastorale”.  

Anche Mons. Crociata ha sottolineato questo aspetto facendo notare la difficoltà che molte chiese locali vivono nel non riuscire a “mettere a fuoco, all’interno dei piani pastorali, un progetto organico per le comunicazioni sociali, che integri queste ultime negli altri ambiti. – Affermava Crociata con forza e convinzione che – “dobbiamo smetterla di considerare la comunicazione come «un ulteriore segmento della pastorale o un settore dedicato ai media», per intenderla invece come «lo sfondo per una pastorale interamente e integralmente ripensata a partire da ciò che la cultura mediale è e determina nelle coscienze e nella società». Le nuove tecnologie digitali rappresentano una nuova opportunità, che è necessario “abitare” e non semplicemente “occupare”, portando dentro la nostra testimonianza e dando un anima al nuovo continente digitale. E’ stato ricordato che questo è stato anche il decennio delle migliaia di siti internet di ispirazione cattolica, come il nostro sito diocesano (www.diocesinoto.it progetto pilota nazionale nel 2008) che costituiscono ormai una presenza qualificata e matura. 

Per essere autentici Testimoni digitali bisogna – affermava nella sua relazione Mons. Giuliodori – “abitare il nuovo territorio o ambiente digitale, camminare sulle vie digitali, pensare attraverso le sequenze digitali senza perdere di vista la natura propria della testimonianza cristiana che non può in alcun modo prescindere dalla peculiarità dell’incontro e della sequela di Gesù Cristo e da una concreta esperienza di vita nella fraternità del suo corpo ecclesiale”. Oggi si parla molto dei social network (facebook etc.) che fanno intravedere il profilarsi di un “nuovo umanesimo sociale”;  nuove piazze virtuali dove ci si incontra e si costruiscono relazioni più o meno stabili, dove prendono corpo nuove esperienze di aggregazione e di organizzazione sociale. Bisogna stare attenti a nuovi rischi – come ha detto Mons. Giuliodori – “la rete può certamente esaltare la natura sociale dell’uomo e moltiplicare all’infinito le possibilità di relazione, ma la quantità illimitata di contatti, la possibilità di comunicare da un capo all’altro del mondo, non equivalgono alla realizzazione di relazioni qualificate e non garantiscono sempre una reale crescita umana”. 

A questo riguardo il Cardinale Bagnasco ci ha ricordato che –  La nostra è anzitutto testimonianza di Gesù, cioè capacità di rimandare, di rinviare alla trascendenza della sua opera e della sua missione. Un problema bisogna tener presente che – ha ricordato Bagnasco – “la Rete, pur essendo un’ occasione per ritessere la dinamica relazionale, se da una parte fa sì che gli interlocutori si “avvicinino”, dall’altra però essi rimangono facilmente estranei nella  chiacchiera di superficie e nella curiosità senza interesse” con il rischio di una assenza di “Prossimità”.

Un “compito per casa” ci è stato consegnato a tutti i “Testimoni digitali”, studiare e preparare un progetto organico per le comunicazioni sociali, che sia capace di coinvolgere tutti gli ambiti pastorali e di incidere sulla cultura della società. Sarà la sfida della Chiesa italiana nel prossimo decennio incentrato sull’educazione. Ci piace concludere con le parole del Segretario della CEI che sono un accorato invito a “«scongelare» veramente la figura dell’animatore della cultura e della comunicazione, figura sulla quale finora si è investito ancora troppo poco o comunque con scarsa convinzione”.  

  Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi