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IL SINODO DIOCESANO
parrocchie gemellate
| 1 Parrocchia Cattedrale BUTEMBO | con Parr. e zona Pastorale della cattedrale NOTO |
| 2 Parrocchia di LUKANGA | con Parr. S. Pietro / M. delle Lacrime MODICA |
| 3 Parrocchia di MAVOIA | con Parrocchia S. Giuseppe PACHINO |
| 4 Parrocchia di LUBERO | con Parrocchia S. Giorgio / S. Teresa MODICA |
| 5 Parrocchia di LUBANGO | con Parr. Madonna delle Grazie / Annunziata / S. Antonio ISPICA |
| 6 Parrocchia di MASEREKA | con Chiesa Madre ROSOLINI |
| 7 Parrocchia di MBINGI | con Parrocchia Ecce Homo NOTO |
| 8 Parrocchia di BENI CITE’ | con Parrocchia S. Maria di Gesù AVOLA |
| 9 Parrocchia di KANYABAJONGA | con Parrocchia S. Giovanni Battista POZZALLO |
| 10 Seminario min. di MUSINIENE | con Sem. min. / S. Famiglia / S.Giuseppe NOTO FRIGINTINI PACHINO |
| 11 Parrocchia di MANGINA | con Parrocchia S. Anna MODICA |
| 12 Parrocchia di BINGO | con Parrocchia Sacro Cuore MODICA |
| 13 Parrocchia di BENI/PAIDA | con Parrocchia Sacro Cuore AVOLA |
| 14 Parrocchia di MUHANGI | con Parrocchia S. Giovanni Battista AVOLA |
| 15 Parrocchia di LUOTU | con Parrocchia Cuore Immacolato di Maria ROSOLINI |
| 16 Parrocchia di KIPESE | con Parrocchia Madonna della Catena MODICA |
| 17 Parrocchia di MUTWANGA | con Parrocchia Chiesa Madre PACHINO |
| 18 Parrocchia di BIANGEWE | con Parrocchia Carmine AVOLA |
| 19 Parrocchia di MAGHERIA | con Parrocchia S. Paolo POZZALLO |
| 20 Parrocchia di BULEMA | con Parrocchia S. Giuseppe ISPICA |
| 21 Parrocchia di MANGEREDJIPA | con Parrocchia SS. Crocifisso ROSOLINI |
| 22 Parrocchia di MUHANGA | con Parrocchia SS. Salvatore MODICA |
| 23 Parrocchia di MUSIENENE | con Parrocchia SS. Salvatore e Madonna di Fatima SCICLI |
| 24 Parrocchia di KASANA | con Parrocchia S. Cuore di Pozzocassero MODICA |
| 25 Seminario Maggiore BUTEMBO | con Parrocchia S. Gaetano PORTOPALO |
| 26 Parrocchia di BUNIUKA | con Parrocchia S. Gaetano PORTOPALO |
| 27 Parr. Universitaria BUTEMBO | con Parrocchia S. Maria Maggiore ISPICA |
| 28 Parr. Tamende BENI periferia | con Parrocchia S. Caterina da Siena ROSOLINI |
| 29 Seminario maggiore di BUTEMBO 30 ParrOCCHIA di BUISEGA |
con Parrocchia S. Gaetano PORTOPALO con Parr. S. Caterina da Siena DONNALUCATA |
Monsignor Melchisedec Sikuli Paluku
Nato a Lukanga (allora Diocesi di Beni-Butembo) il 27 gennaio 1952, è stato ordinato sacerdote il 21 agosto 1978 e venti anni dopo nominato Vescovo di Butembo Beni.
È il Presidente della Fondazione Monsignor Emmanuel Kataliko (fomeka).
Motto episcopale: “Fiat Voluntas Tua”.
Monsignor Emmanuele Kataliko
Nato nel 1932 a Lukole (Diocesi di Butembo-Beni), è stato ordinato sacerdote il 20 dicembre del 1958 a Roma. Nominato Vescovo di Butembo-Beni il 17 maggio del 1966 è stato consacrato Vescovo di Butembo-Beni l’11 ottobre del 1966.
Nominato Archivescovo di Bukavu il 22 marzo 1997, è stato intronizzato Archivescovo di Bukavu il 18 maggio1997. Nato al cielo a Roma il 4 ottobre 2000.
Motto episcopale: “Duc in altum – Mater Ecclesiae”.
statistiche – tabella 2
parrocchie | 98 (8 vicariati ) (9 comuni) |
sacerdoti | 98 secolari e 27 regolari 1.803 battezzati per sacerdote |
27 religiosi 233 religiose 16 diaconi | |
212.546 abitanti in 1,355 km² 211.000 battezzati (99,3% del totale) | |
Eretta: | 15 maggio 1844 |
rito: | romano |
cattedrale: | S. Nicolò |
Santi patroni: | San Corrado Confalonieri (patrono principale) Maria Scala del Paradiso (patrona secondaria) |
statistiche tab1
anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | |||||||||
battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | per battezzato | uomini | donne | ||||||
1950 | 190.400 | 190.800 | 99,8 | 179 | 115 | 64 | 1.063 | 70 | 160 | 53 | ||||
1969 | 201.165 | 201.675 | 99,7 | 162 | 131 | 31 | 1.241 | 49 | 68 | 79 | ||||
1980 | 195.465 | 200.116 | 97,7 | 121 | 91 | 30 | 1.615 | 37 | 330 | 88 | ||||
1990 | 207.500 | 208.950 | 99,3 | 118 | 82 | 36 | 1.758 | 51 | 286 | 98 | ||||
1999 | 207.000 | 209.000 | 99,0 | 115 | 84 | 31 | 1.800 | 7 | 40 | 255 | 98 | |||
2000 | 207.000 | 210.825 | 98,2 | 119 | 88 | 31 | 1.739 | 10 | 40 | 255 | 98 | |||
2001 | 207.000 | 210.825 | 98,2 | 120 | 90 | 30 | 1.725 | 10 | 39 | 255 | 98 | |||
2002 | 209.500 | 210.825 | 99,4 | 119 | 90 | 29 | 1.760 | 14 | 38 | 255 | 98 | |||
2003 | 211.000 | 212.119 | 99,5 | 117 | 90 | 27 | 1.803 | 14 | 43 | 233 | 98 | |||
2004 | 211.000 | 212.546 | 99,3 | 117 | 90 | 27 | 1.803 | 16 | 47 | 233 | 98 | |||
La diocesi di Butembo-Beni
La diocesi di Butembo-Beni si trova nel Nord della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), nella regione del Kivu. Confina a Nord con la diocesi di Bunia e di Wamba; a Sud con la diocesi di Goma; a Est con l’Uganda e a Ovest con la diocesi di Kisangani. La prima evangelizzazione è avvenuta per opera dei Sacerdoti del Sacro Cuore che si trovavano a Stanleyville (Kisangani) e che vennero a Beni nel 1906. Nel 1929 i Sacerdoti del Sacro Cuore furono sostituiti dai Padri Agostiniani della Assunzione. Il 9 aprile del 1934 fu emessa la Bolla della Missione “Sui Juris” di Beni. Questa parte di territorio si separò dal Vicariato Apostolico di Stanley-Falls (Kisangani) e furono fissati i limiti di questa missione. Qualche anno dopo, con il decreto 890/38 la Missione “Sui juris” divenne Vicariato Apostolico di Beni. Nel 1959 tutti i vicariati apostolici del Congo Belga divennero diocesi. Con il decreto della S. Congregazione di Propaganda Fide n° 737/67 del 7 febbraio 1967 la sede episcopale si trasferì da Beni a Butembo e la diocesi si chiamò di Butembo-Beni. Il territorio diocesano si estende sull’equatore, su un altopiano a circa duemila metri sul livello del mare, per una superficie di 45mila chilometri quadrati e ad oggi conta 36 parrocchie. Altre otto nuove parrocchie saranno istituite a breve, sei entro la fine del 2008.
Microrealizzazioni sociali
Tra i frutti di questi venti anni di gemellaggio ci sono molte opere materiali nel territorio delle parrocchie gemellate e a Butembo. Soprattutto si tratta di scuole, ospedali per l’infanzia e iniziative di adozioni a distanza, segno di una attenzione particolare della Chiesa di Noto e di quella di Butembo-Beni nei confronti dei bambini e della tutela dei loro diritti.
LA SCUOLA. Secondo i dati dell’ispettorato per l’istruzione del governo di Kinshasa, confermati da padre Omero responsabile delle scuole della parrocchia di Butembo, nel nord Kivu, come nel resto della Repubblica democratica del Congo, solo il 50 per cento della popolazione infantile va a scuola. La retta è di circa 18 dollari l’anno per la scuola primaria e 28 per quella secondaria. Una spesa eccessiva per molte famiglie che devono scegliere di mandare a scuola solo uno dei figli, o per quelle che devono rinunciarvi del tutto. Per questo motivo, nell’ambito del gemellaggio diocesano, si è incoraggiata l’iniziativa dell’adozione a distanza delle classi, e ad oggi su 280 classi che rischiavano di essere soppresse se ne sono state adottate 170. La spesa è di 21 euro per sostenere il lavoro di un’insegnante per un mese, o di 250 euro per adottare una classe per tutto l’anno.
LA SANITA’. Molte microrealizzazioni sono sale per la maternità, case del fanciullo e ospedali per la più basilare assistenza sanitaria. Strutture costruite in quasi tutte le parrocchie gemellate grazie al sostegno delle comunità parrocchiali della diocesi di Noto. Considerato che la principale piaga sanitaria del Paese riguarda la malnutrizione, nel 2001 è stato costruito a Butembo un Centro nutrizionale che funge da progetto pilota e funziona in collaborazione con l’Università Cattolica del Graben. Intitolato a “Giorgio Cerruto”, giovane agronomo di Modica scomparso prematuramente, il Centro è stato inaugurato nel gennaio del 2003 e da allora sono migliaia i bambini salvati. Oltre alla cura dei bambini, durante i tre mesi della loro degenza, il Centro nutrizionale si occupa della formazione delle mamme ad una corretta educazione alimentare. In particolare, le mamme vengono dotate di una zappa e vengono organizzati corsi per insegnare loro la coltivazione dei frutti della terra. Accanto al Centro nutrizionale, nel 2006, sempre l’Associazione onlus “Giorgio Cerruto” che ha costruito il Centro nutrizionale, ha inaugurato una Clinica pediatrica per quei bambini che oltre alla malnutrizione presentano patologie che necessitano di cure specifiche, soprattutto malaria, verminosi, diarrea, morbillo, polmonite, tubercolosi, hiv e varie forme di micosi agli arti inferiori. Nel 2006, inoltre, è stata posta a Butembo la prima pietra per la costruzione di una Clinica ginecologia che funzionerà, anche questa, in collegamento con la facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Graben. La clinica è intitolata a Grazia Minicuccio, giovane di Modica scomparsa prematuramente.
Otto punti fondamentali per lo sviluppo del gemellaggio e Nuovo Protocollo
Premesso che:
– “Lo sviluppo dei popoli, in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà, una più attiva valorizzazione delle loro qualità umane; che si muovono con decisione verso la meta di un loro pieno rigoglio, è oggetto di attenta osservazione da parte della chiesa” (Paolo VI, – Populorum Progressio)
– La cooperazione missionaria tra le chiese, promossa e incoraggiata dal Concilio Vaticano II,
trova alimento e sostegno nella Dottrina Sociale della Chiesa e nel magistero di Benedetto XVI,
nell’Enciclica – Caritas in Veritate.
– restano confermati, benché bisognosi di approfondimento e di ulteriori precisazioni, gli “otto punti per lo sviluppo del Gemellaggio” qui riportati e contenuti nel precedente protocollo firmato il 13 gennaio 1988, dall’allora Vescovo di Noto S.E. Mons. Salvatore Nicolosi e il Vescovo di Butembo-Beni S.E. Mons. Emanuele Kataliko. Rilanciati dai loro successori S.E. Mons. Giuseppe Malandrino, S.E. Mons. Mariano Crociata e S.E. Mons. Melchisedeck Sikuli.
1. Rapporto spirituale
Un intenso rapporto spirituale attraverso anzitutto la preghiera vicendevole, nella profonda convinzione che fonte sicura di ogni opera di bene è Dio nostro Padre, in Cristo Signore e nel suo Spirito.
2. Conoscenza reciproca
Sviluppo di iniziative che permettono alle due Chiese gemellate di conoscersi a vicenda, di conoscere cioè sempre meglio l’una la situazione pastorale e sociale dall’altra, nonché le aspirazioni e i problemi vicendevoli.
3. Scambio di presenze
Incremento dello scambio di presenza di persone dell’una e dell’altra Chiesa, allo scopo di favorire maggiormente la conoscenza, l’aiuto e l’arricchimento reciproci.
4. Scambio di persone
Offerta di ospitalità a qualche alunno del seminario maggiore della Diocesi di Butembo-Beni presso il Seminario teologico di Noto e scambio temporaneo di presbiteri e di operatori pastorali laici tra le due Diocesi gemellate.
5. Scambi di specialisti
Scambio periodico fra le due Chiese di specialisti in discipline teologiche, pastorali, e sociali,allo scopo di tenere corsi di aggiornamento nelle rispettive Chiese gemellate.
6. Gemellaggio fra le parrocchie
Sviluppo del gemellaggio articolato fra parrocchie delle due diocesi, sotto il discernimento dei due Vescovi, di cui esiste già qualche esempio.
7. Microrealizzazioni sociali
Incremento di microrealizzazioni sociali da parte della Chiesa di Noto nella Chiesa di Butembo-Beni, tenendo conto delle più urgenti priorità di quest’ultima.
8. Doppio comitato diocesano
Creazioni di un comitato o gruppo ristretto, composto da elementi dei rispettivi Consigli presbiterali e pastorali delle Due Diocesi che, in piena collaborazione con i due Vescovi e in profondo collegamento con le rispettive basi ecclesiali stimoli, coordini, e concretizzi sempre meglio il gemellaggio fra le due Diocesi, alla luce dei punti sopra esposti.
Tutto ciò premesso e considerato:
la Diocesi di Noto, nella persona di S.E. Mons. Antonio Staglianò e la Diocesi di Butembo-Beni nella persona di S.E. Mons. Melchisedeck Sikuli, manifestano la volontà di rinnovare il gemellaggio stabilendo nuove condizioni per una più precisa e reciproca assunzione di responsabilità, per la determinazione di più ampie modalità di mutua collaborazione.
Con il presente protocollo di cooperazione si intende:
– confermare gli 8 punti per lo sviluppo del gemellaggio concordati nel 1988 – in tutti gli aspetti che hanno attualità – e riportati integralmente nel presente protocollo;
– integrare il primo protocollo con le seguenti nuove proposte per una sua più ampia articolazione, organizzazione e sviluppo, attraverso le seguenti azioni:
1. Promozione del volontariato internazionale come risorsa specifica per lo sviluppo umano, nella società civile e nella comunità ecclesiale, italiana ed internazionale;
2. Promozione della concertazione tra gli Enti ed Organismi locali, nazionali ed internazionali stimolando azioni comuni tra i suoi membri e con altre organizzazioni che perseguono gli stessi obiettivi in un’ottica di cooperazione decentrata;
3. Raccolta fondi per il perseguimento degli obiettivi del presente protocollo, attraverso campagne istituzionali o specifiche che possano prevedere anche manifestazioni, spettacoli, vendite e iniziative varie;
4. Promozione e realizzazione di programmi e progetti di sviluppo tesi al miglioramento delle condizioni materiali e spirituali della popolazione delle due Diocesi gemelle;
5. Promozione di microimprese ed altre realtà imprenditoriali legate al territorio attraverso l’attuazione di attività finanziarie, etiche e di iniziative di microcredito;
6. Realizzazione di una struttura organizzativa idonea al perseguimento degli obiettivi del gemellaggio, attraverso la creazione di una O.N.G e l’istituzione di una segreteria operativa per singola Diocesi, con il ruolo di:
a. coordinamento, sviluppo, monitoraggio e controllo di tutte le iniziative progettuali;
b. attività di comunicazione e promozione delle iniziative del gemellaggio;
c. attività di educazione e sensibilizzazione sui temi della cooperazione internazionale e delle attività del gemellaggio all’interno dei territori delle Diocesi gemelle, con particolare attenzione ai giovani;
d. miglioramento delle sinergie;
e. realizzazione, implementazione ed organizzazione di un archivio, “memoria storica” delle attività, attuate, in itinere e di prossima realizzazione.
7. Realizzazione di progetti di carattere formativo, formativo-produttivi e formativoimprenditoriali nei seguenti ambiti:
a. Alfabetizzazione di base, educazione degli adulti, formazione dei formatori;
b. Formazione universitaria;
c. Formazione di quadri;
d. Sostegno alle associazioni locali per l’acquisizione di competenze gestionali.
e. Promozione delle minoranze etniche;
f. Formazione scolastica (qualificazione e aggiornamento degli insegnanti a tutti
i livelli);
g. Formazione professionale specifica in campo sanitario, agricolo-ambientale, economico, cooperativo e delle comunicazioni sociali;
h. Formazione e promozione della donna;
i. Sviluppo dell’artigianato locale;
j. Sistemi di risparmio e credito;
k. Attività cooperative;
8. Strutturazione, organizzazione e gestione di singoli accordi di programma e convenzioni su ogni singolo punto oggetto del presente protocollo d’intesa.
Sede di Bingo (R.D.Congo) lì, 16 gennaio 2010, Letto, sottoscritto e confermato S.E. Mons. Antonio Staglianò S.E. Mons. Melchisedeck Sikuli
