Archivi della categoria: notizie

Terremotati del Cile e microcredito: la Quaresima di Carità

Sarà l’aiuto ai terremotati del Cile la prima destinazione delle offerte della Quaresima di carità che, come ogni anno, saranno portate durante la Messa crismale per esprimere la carità della nostra Chiesa locale. E per questo sarà bene sensibilizzare affinché esprima vera partecipazione a drammi enormi in cui c’è la visita del Signore. L’altra metà delle offerte sarà destinata per avviare anche nella nostra diocesi il microcredito per famiglie e imprese, sulla base di esperienze positive già in atto in altre diocesi, come via complementare al “prestito della speranza” attivabile solo per famiglie con più figli o un disabile.

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Quale uomo per una nuova economia

Il prossimo Mercoledì 10 di Marzo alle ore 19,00,  presso la Sala Cine Teatro S. Caterina in Rosolini, Don Pino Ruggieri, uno dei più acuti teologi contemporanei ci parlerà di: “Elementi di antropologia cristiana” ed in particolare della visione di uomo che ci viene consegnata dall’avvenimento Cristo. Della sua grandezza, della sua fragilità, della sua chiamata all’amore, del suo destino immortale. 

Il fatto che tale conferenza avvenga all’interno della Scuola di Formazione socio politica ci condurrà, almeno crediamo, a percorrere due piste: quella di capire chi è l’uomo-credente che si impegna per l’altro uomo e quella di scoprire chi è l’uomo per il quale il credente intende impegnarsi. Questo Incontro organizzato dalla scuola di Formazione all’impegno sociale e politico in sinergia con l’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro avrà per tema: “Quale uomo per una nuova economia?”. Un momento quindi per capire e per agire. Sarà presente anche il nostro vescovo Mons. Antonio Staglianò.

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Sabato 6 marzo Convegno ad Avola sulla diversabilità

Sabato 6 marzo Convegno ad Avola alle ore 16.30 presso il Centro Giovanile di Via Mattarella promosso dall’Associazione Famiglie per la Speranza. Il Tema del Convegno: “Costruiamo una società dell’accoglienza”. Saranno presenti molte autorità civili e religiose tra cui il nostro Vescovo Mons. Antonio Staglianò. L’associazione intende, con questa iniziativa, promuovere l’inclusione sociale delle persone con diversabilità, una cultura dell’accoglienza che abbatta tutte le barriere, psicologiche e sociali. 

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La Chiesa in dialogo oggi

Il 26 febbraio a Noto i preti della diocesi hanno partecipato ad un interessante  aggiornamento sul dialogo ecumenico ed il discernimento che dobbiamo tenere verso l’islam, è stato don Ignazio La China a relazionare in qualità di Direttore dell’Ufficio dicoesano per l’ecumenismo e il dialogo. Abbiamo pensato di rendere partecipe tutto il popolo di Dio pubblicando in allegato a questa notizia la corposa relazione. Parlando tutti e tanto di dialogo, dobbiamo osservare come si può correre il rischio di scambiare per dialogo un rapporto semplicistico e acritico con il mondo, dettato da un qualunquistico “vogliamoci bene”.
In realtà il problema del dialogo manifesta un problema ancor più radicale: è il problema di quale consapevolezza ha la Chiesa della sua identità e del modo in cui la Chiesa vuole mettere se stessa in rapporto con il mondo.
Gli anni del post concilio sono stati gli anni poi in cui il Magistero si è impegnato nello sforzo di elaborare una metodologia del dialogo ecumenico e interreligioso che rispetti da un lato l’impegno alla testimonianza della propria fede ma, nello stesso tempo, implichi un’apertura verso quella degli altri, senza per questo perdere la propria identità e che sfoci invece nel mutuo confronto e arricchimento, specificando che non è una rinuncia alla missione della Chiesa.
Basti un esempio, preso dallo stravolgimento della famosa frase di Giovanni XXIII ridotta ad uno slogan sbandierato in tutte le occasioni: la frase corretta è “mettiamo in evidenza anzitutto ciò che ci è comune, prima di notare ciò che ci divide”. Mentre oggi la “vulgata” è “guardiamo a quello che ci unisce e non a quello che ci divide”. Ma come si vede il senso ne esce completamente stravolto.
Papa Giovanni non dice che bisogna ignorare, tralasciare ciò che ci divide per notare solo ciò che ci unisce: dalla espressione vera si capisce invece come vadano annotate entrambe le cose: ciò che unisce e ciò che divide. L’invito invece è una indicazione metodologica sul dialogo che, evidenziando prima le cose comuni predispone poi ad accogliere anche quelle che ci diversificano. E’ una finezza psicologica se si vuole, ma che non incide su un dialogo che nella verità deve essere capace di notare sia ciò che unisce che ciò che divide perché è un dialogo che vuole cogliere l’intima identità di ogni interlocutore.
La frase storpiata fa del papa l’ideatore del “politicamente corretto” in cui le cose che potrebbero dispiacere non si devono notare: ma a lungo andare non si rischia di costruire così un rapporto falso?
L’equivoco cresce ancora di più quando, per valorizzare solo ciò che unisce, si teorizza poi un dialogo che per essere tale deve porre tra parentesi l’identità cristiana e cattolica per incontrare gli altri su un piano di presunta correttezza e di parità formale: ma così facendo si arriva, sottolineando solo gli aspetti in comune, al paradosso di un incontro tra due che già si conoscono e non fra due che si vogliono avventurare nel mistero della diversità l’uno dell’altro. A ben pensarci, questo equivoco è alla base di quello stallo del dialogo che molti denunciano oggi: infatti in quaranta anni  questo lavoro di sottolineare le convergenze è stato fatto e ora ci si chiede: “dal momento che ormai ci conosciamo, come andare avanti?” Il problema è che questa affermazione è falsa: perché conosciamo solo le cose comuni, perché ci si è limitati ad un confronto fenomenologico superficiale. 

Scarica tutta la relazione in PDF>>

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Giuseppe Di Mare sul nostro sito con alcune composizioni di musica sacra

Il maestro Giuseppe Di Mare organista “honoris causa”di numerosi luoghi di culto, fra cui la nostra Cattedrale di Noto, insignito dal Presidente Ciampi della onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, da oggi è sul nostro sito con alcune sue composizioni che possono essere scaricate. Anche la Vita Diocesana intende così dare risalto a quegli artisti che con le loro opere educano lo spirito che cerca nella bellezza la verità.

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Su “La Vita Diocesana”: una rubrica curata dal Vescovo

Sui prossimi numeri del nostro giornale “La Vita Diocesana” a partire dal 28 febbraio si aprirà una nuova rubrica, curata dal nostro Vescovo, intitolata “Decaloghi proverbiali: un minuto per la sapienza della vita”. Mons. Staglianò si impegnerà a comunicare – con stile semplice e attraverso il genere letterario delle “massime sapienziali”- con i nostri lettori, sui tanti problemi che travagliano la nostra vita (la solitudine, il tempo che passa, la stupidità, etc. etc.) senza tralasciare le questioni riguardanti la maturazione della fede di noi credenti, per una testimonianza più incarnata nella nostra storia, nel nostro tempo, dentro i drammi e le speranze della nostra quotidianità.

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Una preghiera a San Corrado Confalonieri

Il 19 febbraio si è celebrata l’annuale festa del Santo Patrono San Corrado Confalonieri, ed è proprio in questa occasione che il nostro Vescovo Mons. Antonio Staglianò ha composto una preghiera per la devozione del popolo netino a san Corrado. La preghiera che qui alleghiamo alterna la prima persona singolare alla prima persona plurale (è un preghiera personale del singolo che è fatta nel contesto della comunità e come comunità). Il rapporto con il Santo – ha dichiarato il Vescovo – si deve vivere “insieme” agli altri e così la preghiera rivolta a lui è di intercessione per se e anzitutto per gli altri. Si sottolinea così la vicinanza del santo alle difficoltà e alle fatiche della nostra vita e anche l’importanza dell’impegno generoso di ciascuno per rendere cristianamente autentica la nostra devozione. Mons. Staglianò ci tiene a precisare che “la devozione a San Corrado è vera solo quando – almeno con l’intenzione del cuore – si vuole ascoltare il suo messaggio di vita e seguire il suo modello di amore e di servizio agli altri, specie ai più poveri e ai bisognosi. Così, attraverso il santo, si segue Gesù, “buon samaritano”, che ci fa diventare uomini degni della bellezza della nostra umanità nella verità.

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Vince chi si fa dono nella libertà dell’amore: e se fosse vero?

Il nostro Vescovo ha più volte ripetuto  che dedicherà la sua prima Lettera pastorale alla Misericordia di Dio come “roveto ardente” dell’essere in comunione nell’edificare la comunità. In questo breve messaggio quaresimale, quest’anno, Mons. Staglianò desidera soffermarsi a riflettere in particolare su cosa significhi seguire Cristo sulla via della Croce nella convinzione che la  passione sia il domicilio dell’Amore di Dio, il luogo della sua vittoria, il passaggio verso la Resurrezione.

Il Vescovo nel suo Messaggio della Quaresima alla sua diocesi esorta tutti cristiani dicendo loro che “non basta vivere bene la propria sofferenza, occorre sapersi fare carico anche delle sofferenze altrui, ed esercitare il ministero della consolazione attraverso la preghiera e il servizio ai più poveri e desolati, – tutto questo in ultima analisi –  significa partecipare della santità e dell’onnipotenza di Dio nella nostra storia di uomini: sfidare il male con il bene, sfidare la cattiveria con la bontà, sfidare l’arroganza e la prepotenza con l’umile servizio, sfidare l’odio con l’infinito Amore!”

Quest’anno l’inizio della quaresima cade con la festa di San Corrado Confalonieri: l’esempio della sua vita di silenzio, di essenzialità, di dono per gli altri e di preghiera, – scrive il Vescovo – sia un modello attraente per tutti, piccoli e grandi, uomini e donne, genitori e figli, ricchi e poveri, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, che credano o meno a Dio.

Scarica tutto il Messaggio>>

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Pedofilia, il Papa: “Collaborare con i giudici”. Intervista a don Di Noto

Acoltate la recente intervista di don Fotunato a Radio Vaticana. Ascolta >>

“L’Italia non e’ immune dal triste fenomeno dei preti pedofili”. Lo afferma il sacerdote Fortunato Di Noto chiamato da Radio Vaticana a commentare la linea della “tolleranza zero” imposta dal Papa ai vescovi dell’Irlanda.
  “Attualmente – spiega il fondatore dell’associazione antipedofili Meter – in questi ultimi 10 anni, circa 80 sacerdoti sono stati coinvolti. O perche’ denunciati, gia’ processati e condannati riguardo al fenomeno. E’ un fenomeno che esiste, e’ un fenomeno che c’e’, nessuno puo’ dire che non e’ cosi'”. In Italia, concede don DI Noto, “forse e’ piu’ gestito e controllato, anche se ci sono stati dei casi affrontati con imprudenza”. A una domanda su eventuali casi di suore che abbiano compiuto abusi, Di Noto risponde che “questi fenomeni negli istituti religiosi femminili accadono in maniera molto piu’ blanda anche se non c’e’ stato un monitoraggio molto serio riguardo a questi fenomeni. Pero’ esistono, ci sono stati e credo che dobbiamo saperli affrontare”. Credo – spiega don Di Noto alla Radio Vaticana – che anche da noi bisogna fare un lavoro sui seminari, molto, molto lavoro di formazione, di discernimento nei Seminari. Bisogna fare un attento monitoraggio ma anche affrontare le situazioni delicatissime che si vengono a creare con molta oculatezza, prudenza e soprattutto efficacia”. “E credo – scandisce – che noi non dobbiamo mai piu’ permettere che qualcuno ci dica : Tu sei rimasto in silenzio. Tu non vuoi fare niente. Tu non vuoi affrontare il problema. Io credo che ognuno di noi deve assumersi le responsabilita'”. “Umilmente – aggiunge il sacerdote – mi appello ai vescovi: credo sia necessaria una azione pastorale molto piu’ decisi”. 

Alcuni vescovi
, spiega, “hanno aperto Sportelli Meter, dove divengono un luogo pastorale per implantare l’azione per l’infanzia, l’impegno quotidiano nella promozione dei diritti dell’infanzia e nella capacità di coordinare con l’azione della pastorale familiare”. Secondo don Di Noto, insomma, gli strumenti ci sono. Non siamo piu’ all’anno zero”. Vogliamo, sintetizza, “una Chiesa che serve l’uomo che sta dalla parte dei poveri, che sta dalla parte dei piccoli, che evita lo scandalo. Perché lo scandalo e’ qualcosa di molto serio. del resto lo scandalo, la parola scandalo non e’ altro che un cappio e chi fa il cappio e’ colui che ha la volontà di accalappiare qualcuno e quindi di farlo cadere, di farlo inciampare per appropiarsene.

 Ecco – rileva Di Noto – la Chiesa non puo’ permettersi piu’ di fare questa azione o di coprire questa azione”. All’indomani delle decisioni del Papa e dei vescovi irlandesi, il sacerdote siciliano, dunque, si dice “molto commosso soprattutto per le vittime, per il dolore del Papa e anche per il silenzioso e quotidiano servizio dei mie volontari che ormai da 20 anni si occupano di questo fenomeno e di tanti altri sparsi nel mondo e nel silenzio si adoperano affinche’ questi fatti non accadano e soprattutto nel senso dell’accoglienza delle vittime, che sono ferite profondamente nel cuore, nell’animo che coinvolgono le famiglie e dunque le comunita’ parrocchiali”. “Quando accadono fatti perpetrati da sacerdoti – conclude – e’ un danno enorme a tutta la comunita’ ecclesiale, a tutte le parrocchie e anche alla Chiesa universale: credo che il Santo Padre abbia lanciato un appello, anche un impegno perche’ come e’ vero che dall’alta autorita’ che riveste fara’ una Lettera agli irlandesi, ma credo che da questa lettera pastorale dovremmo attingere un po’ tutti affinche’ questi piu’ in silenzio e soprattutto ancora far si’ che questa sia una azione pastorale quotidiana, dove i bambini devono essere accompagnati, dove i bambini devono essere educati ma dove gli adulti devono imparare a non offendere mai l’infanzia”.

Uno dei crimini più aberranti dell’umanità, l’abuso sui minori, viene di nuovo condannato da Benedetto XVI, che si sofferma, nello specifico, sull’abuso sessuale dei preti sui bambini: “E’ non solo un crimine odioso, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine”. La condanna del Papa giunge nella giornata in cui il pontefice ha incontrato i vescovi irlandesi in Vaticano, dopo il grave scandalo degli abusi sessuali su minori che si è protratto per trent’anni.

Ammonimento ed esortazione alla chiesa irlandese. Troppi ritardi nell’agire per impedire che centinaia di abusi sessuali venissero compiuti su minori negli ultimi decenni. È quanto afferma un comunicato vaticano, emesso al termine dell’incontro tra episcopato irlandese e il Santo padre.

L’impegno a collaborare La Chiesa in Irlanda è pronta a collaborare con le autorità giudiziarie per fare piena luce sullo scandalo degli abusi sessuali su minori che ha travolto dal 1975 al 2004 la diocesi di Dublino.

Bisogna agire in fretta Benedetto XVI ha chiesto alla Chiesa irlandese di agire “in fretta”, con “determinazione”, “onestà e coraggio” per uscire dalla presente crisi.

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Un dibattito: Mons. Staglianò con Mancuso

Venerdi 26 febbraio 2010 alle ore 20,30 a Catania nella tenda di Ulisse (accanto al Santuario S. Maria di Ognina) il nostro Vescovo Mons. Antonio Staglianò sarà protagonista di un dibattito con il Prof. Vito Mancuso (docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’università S. Raffaele di Milano), modererà l’incontro Mons. Antonio Fallico,  fondatore della “Missione Chiesa -Mondo”, sarà presente l’ Arcivescovo di Catania Mons. Gristina. 

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