Archivi della categoria: notizie

Il primo Gennaio la 43^ Giornata Mondiale della pace

Il primo gennaio la 43^ giornata mondiale della pace a cui il papa ha dato come tema “Se vuoi coltivare la pace, custudisci il creato”. Il Capodanno civile s’incontra con il culmine dell’ottava di Natale, in cui si celebra la Divina Maternità di Maria, e questo incontro trova una sintesi felice nella Giornata Mondiale della Pace. Per sensibilizzare i fedeli ci sono alcune copie del volantino con la proposta di passi concreti  per la salvaguardia del creato realizzato dalla nostra Caritas, reperibile presso le due librerie cattoliche di Noto e Modica. Ci sarà poi un momento di preghiera a Modica in San Pietro la sera del 1° gennaio alle ore 19,30 a cui, chi vuole, può unirsi: sono previsti la recita comunitaria del vespro e una riflessione di don Corrado Lorefice sulla pace evangelica alla luce dell’insegnamento  del Card. Lercaro e di don Dossetti.

Il Messaggio di Benedetto XVI Scarica>>

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi


Convegno Internazionale a Roma su Dio oggi

In un mondo in cui l’indifferentismo etico e valoriale di molti non pensanti, contro cui ha avuto parole di fuoco Massimo Cacciari, che ha denunciato il nulla ed il vuoto di chi ha rinunciato al pensiero, era lecito nutrire dubbi circa la riuscita del Convegno Internazionale sul tema “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, organizzato dal Comitato per il Progetto Culturale della Chiesa Italiana.
Dubbi che una partecipazione massiccia e fortemente sentita ha subito diradato fin dalle prime battute, allorché Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, introducendo i lavori, ha evidenziato la verità dell’autosvelamento dell’Essere, di Dio che è amore. E’ proprio questa straordinaria realtà che ci indica Gesù crocifisso. La ricerca di Dio coincide con la ricerca dell’uomo: “Ti cercherò perché viva l’anima mia”.

Tre intense giornate di lavori: un appassionante “tour de force”

2500 partecipanti in tutto, di cui 1800 hanno seguito tutte le sessioni dei lavori delle tre intensissime giornate (10 – 12 dicembre 2009) a Roma presso l’Auditorium di via della Conciliazione; un vero tour de force, felicemente condotto a termine grazie alla gratificazione insita nell’ascolto, pur estremamente impegnativo, dei relatori: filosofi, teologi, scrittori, scienziati, biblisti, esteti di spessore mondiale.
“Una sana provocazione – ha affermato il sindaco di Roma Alemanno che ha portato il saluto dell’Amministrazione capitolina – contro il laicismo ideologico e l’ateismo spicciolo che allontana dai tempi profondi dell’esistenza, da ciò che è essenziale per l’uomo”.
Sospinto insensatamente fuori dai confini della cultura del Novecento, Dio ha dato luce e spessore al Convegno, che ha segnato l’inizio di una stagione nuova, stanca del totalitarismo scientista e del laicismo ossessivo, che hanno sospinto l’uomo nell’inestricabile ragnatela del nulla.
La domanda di senso, di futuro, di orientamento, sottesa all’intera manifestazione, ha trovato voce anzitutto nel messaggio di Benedetto XVI (letto all’Assemblea dal nostro mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei). Il Santo Padre ha rilevato la centralità della questione di Dio nel nostro tempo, in cui si tende spesso “ a ridurre l’uomo ad una sola dimensione, quella orizzontale, ritenendo irrilevante l’apertura al trascendente”. Ha quindi espresso l’auspicio che il Convegno “possa contribuire almeno a diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l’uomo del nostro tempo l’apertura verso Dio, sebbene Egli non cessi di bussare alla nostra porta”.
A posteriori, è impressionante constatare come tutti i vari momenti dell’Evento, come tutti i relatori, anche non credenti, si siano mossi sulla lunghezza d’onda auspicata dal pontefice, conferendo al Convegno la dimensione di un grande affresco della condizione dell’uomo d’oggi, volto a ritrovare la sua grandezza nella sua ansiosa ricerca del Creatore.

Inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te

Ringraziando il Santo Padre per il suo messaggio, il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, citando l’osservazione di S. Agostino : “Inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te”, ha subito messo in chiaro come la questione di Dio non sia un interrogativo astratto, ma un imperativo strutturale che penetra nel profondo delle “fibre dell’uomo interiore, dove abita la verità”.
Tutto il Convegno, “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, si è articolato nella prospettiva di una autentica “metafisica dell’humanum”, ponendo con forza la questione della Verità. Se l’arroganza ateista e l’illusione idolatra hanno mistificato e, in parte, ancor oggi mistificano ed occultano la questione di Dio, l’opzione verticale si incammina di nuovo verso la terra promessa. Citando Ludwig Wittgenstein, che ha affermato che “credere in Dio significa vedere che la vita ha un senso”, il card. Bagnasco ha precisato che, in un mondo succubo della sindrome relativistica, la ricerca di Dio esige scelte coraggiose di libertà interiore e che la vera esigenza oggi “è quella di far risuonare la bella notizia che è Gesù la risposta agli interrogativi e alle aspirazioni più profonde dell’animo umano”. Proprio per questo, egli ha rivendicato rispettosamente la dignità e la rilevanza culturale del Vangelo, “capace di interpretare l’esistenza e di orientare l’uomo viandante del nostro tempo, di ogni tempo”. Il Vangelo, infatti, è una comunicazione di fatti che cambiano la vita. Non a caso Benedetto XVI afferma che chi ha speranza vive diversamente perché gli è stata donata una vita nuova (Spe salvi). Basta ascoltare la voce di Dio che, come ad Emmaus, si avvicina ad ogni persona per rivelare l’uomo a se stesso.

Il Dio della fede e della Filosofia

Fondamentali sono risultate le relazioni del card. Camillo Ruini e del filosofo Robert Spaemann.
Il primo, presidente del Comitato del Progetto culturale, ha anzitutto spiegato di non riferirsi ad un generico concetto di Dio, “ma al Dio della nostra tradizione religiosa, il Dio di Abramo e finalmente, e soprattutto, il Dio di Gesù Cristo”. Dopo avere accennato alla difficoltà insita nella corposa presenza del male nel mondo, ha invitato a superare l’aporia osservando che, oltre al male, esiste nell’uomo il bene, spinto in molti casi fino alla santità. Ha quindi tracciato tre percorsi razionali verso l’esistenza di Dio: 1) il percorso ontologico a posteriori che ha la sua origine nella constatazione che esiste qualcosa piuttosto che nulla, per cui la nostra intelligenza non può non interrogarsi sull’origine dell’essere della realtà; 2) il percorso che ha il suo punto di partenza nella constatazione che l’universo è conoscibile da parte dell’uomo e rimanda ad una intelligenza originaria trascendente rispetto alla natura; 3) il percorso che parte dalla constatazione del bene e dalla percezione del valore morale e dell’obbligazione morale.
L’ex-presidente della Cei ha quindi analizzato i tre trascendentali dell’essere, del vero e del bene che portano a Dio insieme all’esperienza della bellezza, che poi è stata analizzata in altri momenti dell’Evento da studiosi del calibro di mons. G. Ravasi, Roger Scruton ed altri.
L’intervento del prof. Robert Spaemann è stato tutto centrato sulla ragionevolezza della fede in Dio e sull’unica risposta possibile per l’uomo che pensa: “Siamo costretti a pensare una coscienza che custodisce tutto ciò che accade, una coscienza assoluta… Se la realtà esiste, allora il futuro anteriore è inevitabile e con esso il postulato del Dio reale”. Citando Nietzsche che scriveva: “Io temo che non ci libereremo di Dio finché continueremo a credere alla grammatica”, il filosofo tedesco ha concluso che il problema è proprio che non potremo fare a meno di credere alla grammatica. Dunque, con buona pace di Nietzsche, che ha utilizzato la grammatica per esprimere il suo pensiero, l’uomo, per sua fortuna, non potrà mai rinunciare a Dio e al suo amore.
In uno stupefacente crescendo di interesse e di argomentazioni, di cui duole non poter dare una idea complessiva in un servizio giornalistico, i partecipanti al Convegno hanno potuto riflettere sulla presenza di Dio nel cinema e nella televisione in virtù delle puntuali analisi di Aldo Grasso della Cattolica di Milano, Mariarosa Mancuso, critico cinematografico, Adriano Aprà, docente di Storia del cinema all’Università Tor Vergata, e Paola Ricci Sindoni dell’Università di Messina, e nella letteratura e nella poesia, di cui hanno discusso lo scrittore Ferruccio Parazzoli, il poeta Davide Rondoni, lo scrittore Robert Schneider ed il giornalista Alessandro Zaccuri. E’ stata quindi la volta di “Dio e l’anima” con gli interventi di Giacomo Canobbio, teologo della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, Michele Lenoci della Cattolica di Milano e Giorgio Israel della Sapienza di Roma, e “Dio in libreria” attraverso un’ampia disamina del mercato librario religioso da parte di Paola Bignardi, ex-presidente dell’Azione Cattolica.

Dio, la vita umana e la ricerca di senso

Straordinariamente coinvolgente è risultata, a chiusura della prima giornata dei lavori, la tavola rotonda con il card. Carlo Caffarra, Giuliano Ferrara, che si è dichiarato “neofita convertito”, Aldo Schiavone dell’Università di Firenze, ed Enrico Berti dell’Università di Padova. Interessante la proposta di Aldo Schiavone, che ha reso esplicito il bisogno di una nuova evangelizzazione, conseguente ad una radicale riscoperta del Dio di Gesù per padroneggiare la potenza acquisita dall’uomo, per esempio nei campi della scienza, della biologia. Vibrante anche l’intervento del card. Caffarra che, esprimendo il bisogno inestinguibile di Dio e di beatitudine eterna ha così concluso: “Dio non esiste perché l’uomo cerca un senso, ma l’uomo cerca un senso perché Dio esiste”.
Impossibile, comunque, dar conto della ricchezza di argomentazioni; il rischio è di sintetizzare oltre misura facendo torto ai relatori.
I lavori sono stati ripresi l’11 dicembre con l’analisi della presenza di Dio nella cultura e nell’arte grazie alle magistrali relazioni del prof. Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica di Milano, del card. Angelo Scola, che ha descritto il martirio come la sconfitta di ogni eclissi di Dio, perché il martire abbraccia il anticipo il suo carnefice in nome del dono di amore di Dio stesso, e del prof. Roger Scruton dell’Istituto di Scienze Psicologiche della Virginia, secondo il quale la bellezza e la creatività sono aspetti diversi del medesimo cimento: “… nel creare bellezza l’artista rende gloria alla creazione di Dio. E la bellezza redime ciò che tocca”.
Antonio Paolucci, direttore dei musei vaticani, e mons. Gianfranco Ravasi, presidente, tra l’altro della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, hanno quindi discusso con invidiabile competenza di Dio nell’arte figurativa di ieri e di oggi.

Dialogo tra le religioni ma nessun sincretismo

“Dio e le religioni” è stato poi il tema sviluppato da Francesco Botturi, docente di Filosofia morale alla Cattolica di Milano, Rémi Brague della Sorbona di Parigi e Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia, che ha denunciato l’ateismo pratico il cui esito è il nulla. Scacciata ogni tentazione verso il mercato del sincretismo, si è evidenziata la necessità di entrare nella prospettiva dell’altro per il necessario dialogo. Da questo punto di vista, la sorpresa è constatare che la fede cristiana parte proprio da questa esigenza di comprensione e di amore del prossimo.
Tra gli altri eventi, non si possono passare sotto silenzio le sottolineature di Pierangelo Sequeri della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e Pierpaolo Bellini, musicista e docente dell’Università di Macerata, sulla presenza di Dio nella musica ed il dibattito su “Dio e la violenza” che ha visto i contributi dell’arcinoto filosofo Emanuele Severino, di Luigi Cimmino dell’Università di Perugia, Angelo Panebianco, politologo e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed Eugenia Scabini dell’Università Cattolica di Milano. E’ stato decisamente escluso ogni rapporto del Dio di Gesù Cristo con la violenza: una insostenibile contraddizione in termini.

Creazione ed Evoluzione: nessun contrasto

Non poteva mancare naturalmente una conversazione su “Creazione e/o evoluzione”, a partire dal libro di Denis Alexander, biologo molecolare e docente a Cambridge, che ne ha parlato con Fiorenzo Facchini, antropologo e paleontologo, Gennaro Auletta della Pontificia Università Gregoriana e Giuseppe Tanzella Nitti, teologo della Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Parlare di opposizione tra creazione ed evoluzione – è stato questo il senso profondo dei vari documentati interventi – significa non aver chiari i termini del problema o essere in malafede. Non c’è proprio nulla da scegliere tra creazione ed evoluzione perché l’una non esclude l’altra e dunque il presunto contrasto non esiste.
La seconda giornata dei lavori si è chiusa a tarda sera, ma in presenza di tutti i partecipanti, determinati a non perdere un solo istante delle riflessioni sui sostanziali temi trattati, con la tavola rotonda su “Dio, la Storia, la Politica”, cui hanno dato il loro contributo mons. Bruno Forte, presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, Ernesto Galli Della Loggia, politologo e docente di Storia presso l’Università Vita-Salute, Salvatore Natoli, docente di Filosofia presso l’Università Milano Bicocca e Francesco D’Agostino, docente di filosofia del diritto presso l’Università Tor Vergata di Roma.

La Chiesa, madre della democrazia

Il Dio biblico, il Dio di Gesù Cristo, che si compromette scandalosamente con la storia. Ecco l’unica vera questione per cui vale la pena di vivere e di morire: questo, con qualche ovvio distinguo secondo la formazione dei relatori, il concetto dominante della conversazione, che poi, abbordando il problema politico, ha dato modo ad Ernesto Galli Della Loggia di affermare che la Chiesa è la madre della democrazia, in quanto traduzione laica dei grandi principi umani del Cristianesimo. Degna di opportuna sottolineatura l’intuizione di S. Natoli per cui, se Dio è esperienza dell’imponderabile, la persona che ricerca percorre in fondo lo stesso cammino del credente.

Dio e le Scienze

La giornata conclusiva del 12 dicembre è stata interamente dedicata al tema “Dio e le Scienze”. Scienziati di indiscusso valore mondiale, come Ugo Amaldi, docente di Fisica medica all’Università di Milano Bicocca, Martin Nowak, docente di Matematica e Biologia presso l’Università Harvard, la più prestigiosa degli USA, Gorge Coyne, astronomo, già direttore della Specola Vaticana, oggi preside dell’Osservatorio dell’Università dell’Arizona, e Peter Van Inwagen dell’Università di Notre Dame du Lac dell’Indiana (USA), hanno demolito scientificamente e filosoficamente ogni presunzione scientista, ormai decisamente fuori del tempo e della realtà.
Interessante il concetto di fertilità dell’universo, introdotto da George Coyne, per il quale il libero arbitrio sarebbe da estendere a tutto il cosmo, nonché l’intuizione di Martin Novak, che, oltre alla mutazione e selezione naturale di darwiniana memoria, ha sviluppato la tesi della cooperazione, del mutuo aiuto presente nell’evoluzione.
E’ Dio il creatore e sustainer (sostegno) dell’universo; la scienza che nega Dio non è scienza, ma religione dell’ateismo. Filosoficamente, si può dunque concludere con Peter Van Inwagen che “l’Essere onnipotente ha creato un mondo darwiniano”.
Delle conclusioni di un Convegno di straordinaria ricchezza quanto a provocazioni su molteplici fronti che vanno dalla cultura alla fede si è fatto carico da par suo mons. Rino Fisichella. Dopo aver constatato la fine dei grandi ateismi ed osservato che oggi Dio non è negato ma sconosciuto, ha affermato che si è passati dal “Dio: un’ipotesi inutile” a “Dio: la possibilità buona per l’uomo” di G. Vattimo.

Veramente “Con Dio o senza Dio cambia tutto”

Il Convegno è stato come un sasso lanciato nello stagno su due fronti: quello della indifferenza e quello dell’ovvietà che fa emergere l’ignoranza che oggi domina sovrana sui contenuti religiosi. Mons. Fisichella si è poi soffermato, con chiaro riferimento a George Coyne, Martin Novak e Peter van Inwagen, sulla importanza della odierna cosmologia per la problematica di “Dio”: “La via cosmologica, che sembrava superata da quella antropologica, ritorna con maggiore intensità e con provocazioni ancora più forti”. Non ha poi dimenticato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Rettore della Pontificia Università Lateranense la via pulchritudinis, la via della bellezza, annotando come il rapporto tra bellezza e Dio sia a tal punto forte che “l’arte, la letteratura, la musica scomparirebbero per i quattro quinti se Dio non esistesse”, quel Dio che è venuto incontro a noi tramite Gesù Cristo fino a condividere la nostra stessa natura: “Niente come la fede nel Dio che si fa uomo provoca la libertà ad assumere in prima persona il principio di responsabilità. Il Dio che ama come Gesù è il Dio responsabile del fratello che non rimane nella solitudine della morte. […] Dunque, è proprio vero: con Lui o senza di Lui cambia tutto”.
Concluso il Convegno, comincia l’attività di riflessione sui contenuti che sono stati partecipati, attività che impegna ciascuno di noi.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Il Vescovo sul Natale: evento che cambia e non buonismo

Il nostro Vescovo Mons. Antonio Staglianò, nel desiderio di parlare del Natale al maggior numero dei fedeli della sua diocesi ha scritto per noi un messaggio, con la finalità di aiutarci a vivere nel miglior modo possibile il Natale 2009 – così scrive il Vescovo: “Le feste natalizie, ogni anno, inducono in ciascuno un sentimento di particolare bontà: a Natale si è tutti un pò più buoni. Il pensiero che Dio stesso in persona (= nella persona del Figlio) venga ad abitare tra gli uomini e che lo faccia nascendo in una condizione miserevole (= in una grotta), fuori dalla mura della città (= buttato fuori) commuove il cuore più freddo, suggerisce compassione. Il bimbo nato a Betlemme diventa poi il simbolo dei tanti immiseriti della terra, dei tanti piccoli di uomini senza cibo o vestiti: quanto basta per decidersi – una volta tanto (o una volta all’anno)- per un piccolo gesto di solidarietà – chiamato in gergo tecnico, ma non senza equivoci, “carità”.
Penso spesso alle “anastesie locali o totali” di noi cristiani (mi ci metto dentro per primo, per non dare l’impressione di far del moralismo) nel tempo che ricorda l’Incarnazione del Figlio di Dio, o forse sarebbe meglio dire, nel tempo in cui si fruisce esteticamente della sua apparizione sul teatro del mondo: alla fine chissà perché “il presepe è proprio bello da vedere”, notando i particolari e i singoli personaggi della scena centrale (Maria, Giuseppe, il bambino, il bue e l’asinello etc.).
Vorrei attirare l’attenzione sui “pastori”, quelli che riconoscono nel segno umile di un nascituro una presenza straordinaria di Dio alla vita dell’uomo perché “poveri” (senza grosse pretese o fantasie su Dio, desiderosi di vederlo e basta). Beata quella condizione di povertà tanto preziosa per accedere alla visione del nuovo volto di Dio mostrato nel piccolo di Betlemme quanto inesorabilmente sfuggita da tutti quelli che “religiosamente” pretendono vivere il santo Natale e “irreligiosamente” ne evadono il suo potente significato di appello al cambiamento radicale della vita: già, perché di questo si tratta a Natale.
L’Incarnazione del Figlio di Dio dice un fatto: Gesù non è semplicemente un uomo tra gli altri, ma è l’uomo vero, pieno, perfetto, perché è identico a Dio, è Dio nella sua identità di Figlio. Questa verità, che riguarda Lui, ne sviluppa però altre che toccano significativamente noi. Almeno a una di queste vorrei brevemente accennare per meglio assaporare il gusto di un Natale “santo” perché santificante, un Natale cioè che porti santità nella vita degli uomini, in termini di nuova amicizia, di riconciliazione degli affetti feriti, di rinnovamento fiducioso della fratellanza tradita, di rinascita di vera e giusta solidarietà, al di là della verbosa retorica dei discorsi di occasione.
Tento una sola puntuale considerazione:
In Gesù, il Figlio di Dio è tra noi. I suoi occhi racchiudono il mistero di uno sguardo che manifesta la cura infinita di Dio per l’umanità. In Lui il Padre ci guarda in modo nuovo, dichiarando la sua radicale donazione e dedizione alla nostra vita. Ecco la buona novella: in Gesù Dio non è più genericamente Dio, ma è il Padre dell’amore e della misericordia. La fede che accoglie questo annuncio cambia la storia, poiché Dio non è allora una entità anonima collocata nell’alto dei cieli (per altro mai raggiungibili) – Dio non è un sentimento vago di infinito o la percezione del Tutto avvolgente ogni cosa -, ma è Padre, cioè un Dio che ha volto, che ha nome, che è persona e che, pertanto, agisce, ama, entra in contatto, pretende spazio nella esistenza quotidiana di ogni uomo. Dall’Incarnazione in poi, a Dio si accede nella “carne” dell’uomo (“non puoi dire di amare Dio che non vedi se non ami il fratello che vedi” o “chi dice di amare Dio e non osserva i comandamenti è un bugiardo”): ogni processo religioso di spiritualizzazione che distacchi Dio dalla vita concreta della gente è una falsificazione del Padre di Gesù. E se la vita umana scorre tra gli affetti e il lavoro, occorrerà allora che questo Dio incarnato proprio di questo si interessi. O meglio, bisognerà che i cristiani mostrino che Dio si è interessato della vita, da sempre e, particolarmente da quando facendo alleanza con Abramo gli promise figli e terra (= affetti e lavoro), fino a Gesù, il nato da un donna, Figlio di Dio, nella cui vicenda di solidarietà verso ogni uomo, di sofferenza e di morte-risurrezione, il Padre manifesta il profondo affetto che lo lega all’umanità: un legame nel quale il Figlio, per rivelare l’amore del Padre, gioca la sua stessa esistenza, spingendo il dono della vita fino a morire sulla croce.

23 Dicembre 2009

+ Antonio

 Alleghiamo gli auguri del Vescovo per tutti in PDF>>

 Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi


A Modica la quarta Parrocchia Ortodossa Rumena in Sicilia

Lunedì 14 dicembre nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo è stato ordinato sacerdote il P. Nikolaj della Chiesa Ortodossa Rumena in Italia da Mons. Siluan, Vescovo Ortodosso Romeno per tutta la Diocesi di Italia.
P. Nikolaj sarà il Parroco della Parrocchia Ortodossa Rumena comprendente la nostra Diocesi e quella di Ragusa.
Sede provvisoria della Parrocchia sarà la Chiesa di Sant’Agostino a Modica messa gentilmente a disposizione dal Parroco Sac. Michele Fidone.
L’ingresso del Parroco nella nuova Parrocchia, eretta in Sicilia dopo quelle di Palermo, Catania e Canicattì, a Modica avverrà con la celebrazione eucaristica del giorno di Natale il 25 dicembre alle ore 10.
P. Ignazio La China è stato presente per portare, come Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo ed il dialogo, gli auguri al novello parroco da parte di Mons. Staglianò nostro vescovo e di tutta la Diocesi di Noto.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Natale di Fraternità per gli alluvionati di Messina

La Caritas Diocesana invita a concepire e a presentare ai fedeli l’annuale colletta dell’Avvento e del Natale di fraternità che, come di consueto, destiniamo alle emergenze della famiglia umana, e quest’anno in particolare agli alluvionati di Messina. Ogni Natale ci ricorda come, con l’Incarnazione del Figlio, si è manifestato in modo pieno e definitivo la volontà del Padre di farci sua famiglia. Si tratta di una realtà che va vissuta con intensità di impegno e verità di atteggiamenti. La nostra Caritas da subito è stata presente, attraverso l’accompagnamento delle famiglie, ora sta avviando forme di microcredito per la ripresa delle attività economiche e progettando luoghi di comunità per ripristinare la vita sociale. Le offerte siano prontamente fatte pervenire al Vicario generale o tramite il conto corrente postale intestato alla Caritas diocesana di Noto numero 10030963.

 

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Il 19 in Cattedrale, Ammissione agli Ordini Sacri dei seminaristi

Il nostro Seminario, nel pomeriggio del 7 dicembre, ha donato alla comunità diocesana due nuovi presbiteri, don Salvo Bella e don Michele Iacono, ordinati alle ore 17 in Cattedrale, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del nostro Vescovo, Mons. Antonio Staglianò. Ma altri 12 giovani sono membri della comunità del nostro Seminario e 5 fra questi 12 giovani, alle ore 18 di sabato 19 dicembre, sempre in Cattedrale, durante una solenne concelebrazione dell’Eucaristia, verranno ammessi ufficialmente dal nostro Vescovo Antonio, nel cammino formativo verso gli Ordini Sacri del Diaconato e del Presbiterato. Essi sono: Gabriele Di Martino, della comunità parrocchiale Chiesa Madre in Rosolini; Davide Lutri e Manlio Savarino, della comunità di Santa Caterina da Siena in Donnalucata frazione di Scicli; Gianni Roccasalvo, della comunità parrocchiale di San Paolo in Pozzallo; Giovanni Vizzini, della comunità parrocchiale della Chiesa Madre in Pachino. Altri 2 di questi 12 giovani seminaristi, inoltre, sempre in Cattedrale nella stessa data e durante la stessa concelebrazione dell’Eucaristia, riceveranno dal Vescovo il ministero o servizio liturgico e catechetico ufficiale di lettori-proclamatori della Parola di dio: Armando Fidone, della comunità parrocchiale di San Giuseppe in Ispica e Antonello Garofalo, della Chiesa Madre di Scicli. C’è da ringraziare immensamente il Signore per queste giovani vocazioni verso il ministero presbiterale, mentre non deve cessare l’insistente preghiera al Padrone della Messe perché mandi numerosi e santi operai nella sua messe (cfr Mt 9,38), poiché “la messe è molta e gli operai sono pochi” (Mt 9,37). Il nostro Vescovo, da parte sua, nella sua recente lettera ai Presbiteri “Il bel Pastore offre la vita” (Gv 10,11), non esita a porre la pastorale vocazionale verso il presbiterato tra gli obiettivi prioritari del suo programma pastorale (cfr pag.19). “Sogno –scrive Mons. Staglianò a pag. 20 della stessa lettera- di veder presto quadruplicato il numero dei nostri seminaristi teologi”. Che questo “sogno” possa diventare realtà per l’edificazione del Regno di Dio nel mondo disorientato di oggi che ha tanto bisogno di sacerdoti, ma sacerdoti santi e santificatori.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Il Vescovo intervistato da Radio Vaticana sulla solennità dell’Immacolata

Il file audio è online – Ascolta>>

Nella solennità dell’Immacola il nostro Vescovo Mons. Staglianò è stato intervistato nel programma radiofonico: “Non un giorno qualsiasi”. L’intervista è stata condotta da Federico Piana di Radio Vaticana. Nella conversazione della durata di circa 10 minuti, il Vescovo ha rispsoto ad alcune domande
. Vi riportiamo alcune di queste domande: – Cosa rappresenta per noi cattolici questa importante Solennità? – Come possiamo riscoprirla e viverla in pienezza? – Nella bolla Inefabilis Deus con la quale Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione si sancisce come la Beata Vergine  sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. E’ corretto affermare che Maria sia stata resà così pura affinchè partecipasse, anche se in forma subordinata, alla vittoria di Cristo sul peccato? – La grande purezza di Maria come può essere un modello per noi cristiani di oggi? Queste sono alcune domande generali che verranno poste al Vescovo durante l’intervista. Abbiamo chiesto al conduttore Federico Piana di darci la sua impressione sull’intervista da lui stesso realizzata: “quella con Mons. Staglianò è stata un’intervista davvero edificante. Con chiarezza di linguaggio e semplicità di concetti è riuscito a spiegare un dogma così alto e nobile come quello dell’Immacolata Concezione.  Insomma, con autorevolezza e allo stesso tempo con non comune immediatezza è riuscito ad emozionare i cuori di quanti lo hanno ascoltato”. 

Ascoltate in mp3 l’intervista.
Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Dall’8 dicembre dopo 4 anni, On-Line il nuovo sito internet della CEI

Video di presentazione del sito www.chiesacattolica.it   Guarda>>

Usabilità, immediatezza, maggiore semplicità di accesso e facilità nel reperimento delle informazioni sono le caratteristiche del nuovo sito internet ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana on line dall’8 dicembre 2009 all’indirizzo www.chiesacattolica.it. A quattro anni di distanza dall’ultimo restyiling curato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della CEI, il sito Web istituzionale si presenta con diverse novità, sezioni e aree informative.
“L’evoluzione dei mass media non è solo un fatto tecnico, ma chiama in causa la cultura, i valori, la dimensione educativa, le relazioni umane. Per svolgere la sua missione in questo nuovo contesto culturale e mediatico, alla Chiesa viene richiesta una «conversione pastorale» che include ed esige una «conversione culturale» – spiega Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario e Portavoce della CEI -.  Oggi, da una comunicazione autentica ed efficace dipende, in larga parte, anche il modello di Chiesa che si intende proporre e la sua capacità missionaria. Da qui l’esigenza di inserirsi nei linguaggi del mondo digitale”. Per il Dott. Giovanni Silvestri, Responsabile del Servizio informatico della CEI, “l’obiettivo del sito internet si coniuga con il lavoro che da sempre è stato sviluppato dalla CEI sul fronte delle nuove tecnologie: mettersi in ascolto delle esigenze delle diocesi e delle parrocchie, per svolgere un servizio di supporto tecnico e di consulenza informatica alle Chiese locali, con particolare attenzione a quella generazione digitale, citata da Benedetto XVI nel Messaggio in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2008, impegnati nell’ambito delle comunità parrocchiali. Per questo il Servizio informatico offre un servizio anche di supporto in termini di proposte di formazione tramite seminari, momenti di incontro e di riflessione anche in modalità e-learning, cioè a distanza”.
Tra le novità dell’ultima edizione di chiesacattolica.it la pagina personale del Presidente della CEI dalla quale è possibile leggere la biografia, le prolusioni, le omelie, gli interventi e i messaggi, oltre che visualizzare i servizi prodotti da Tv 2000 e da Radio InBlu e gli approfondimenti del quotidiano Avvenire e dell’Agenzia Sir. Un’altra pagina, invece, è dedicata al profilo personale del Segretario Generale della CEI Mons. Mariano Crociata (Vescovo Emerito di Noto), in piena sintonia con le opportunità di immediatezza e trasparenza che il web 2.0 mette a disposizione anche delle Istituzioni.
“La cultura moderna scaturisce, ancor prima che dai contenuti, dal dato stesso dell’esistenza di nuovi modi di comunicare che utilizzano linguaggi nuovi, si servono di nuove tecniche e creano nuovi atteggiamenti psicologici – spiega ancora Mons. Pompili -. Tutto questo costituisce una sfida per la Chiesa chiamata ad annunciare il Vangelo agli uomini del terzo millennio mantenendone inalterato il contenuto, ma rendendolo comprensibile grazie anche a strumenti e modalità consoni alla mentalità e alle culture di oggi”.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

Modica. Anche la Caritas Diocesana ha presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2009

Si è tenuta il 02 dicembre presso la scenografica chiesa di San Giuseppe di Modica la presentazione del XIX rapporto del Dossier Statistico 2009 curato da Caritas – Migrantes , curato e voluto dalla Scuola Speciale per Assistenti Sociali “F. Alcontres”. L’incontro moderato dal Direttore della Scuola Padre Matarazzo gesuita e dal Direttore della Caritas Diocesana di Noto prof. Maurilio Assenza si è aperto con la testimonianza di Lucia proveniente dal Madagascar, che da anni lavora presso l’istituto che forma assistenti sociali. Un ottimo esempio di integrazione, ha fatto comuni le proprie esperienze di migrante, le difficoltà iniziali legate alla lingua, ai pregiudizi della gente sul suo matrimonio con un italiano (che dura da 17 anni), del suo lavoro, dei suoi studi. Lucia ha però in qualche modo dato la risposta del migrante alla domanda che spesso ci poniamo “come facciamo funzionare l’integrazione?” INCONTRANDO LE PERSONE GIUSTE. L’integrazione può funzionare se diamo una mano amica e se ci interessiamo a chi ci chiede di essere accolto. 
Ed è quello che ci dimostrano i dati del Dossier, abilmente spiegati da Vincenzo La Monica che è sempre in grado di umanizzare numeri e statistiche fornendo una chiara lettura di come stanno veramente le cose.  Alcuni dati del Dossier sfatano luoghi comuni diffusi sul fenomeno immigrazione che sottolineano differenze fra la percezione che noi abbiamo degli stranieri e la realtà. Fra i tanti esempi cito quello che riguarda la criminalità: la nostra percezione ci fa credere che l’aumento della presenza degli stranieri nel nostro Paese coincida con l’aumento della criminalità. I dati della Caritas non confermano questa ipotesi. Vincenzo La Monica ha poi chiarito quale è l’azione rivolta alle istituzioni adottata dalla Caritas riguardo al fenomeno immigrazione: il pacchetto sicurezza voluto a luglio dal Governo deve essere contenuto in un più grande e impegnativo Pacchetto Integrazione. Non si può continuare ad agire sull’emergenza, strumentalizzare i mass media, creare timori e paure.  L’Osservatorio delle Povertà della Diocesi di Noto ha per questo scelto di intraprendere una ricerca sull’integrazione che ci aiuti a capire come il nostro territorio vive il fenomeno dell’immigrazione in tutte le sue sfaccettature: la scuola, il lavoro, la sicurezza, il rapporto con la società civile. Perché conoscenza è solidarietà.
L’incontro ha visto poi l’intervento commovente e toccante di Dana, una donna rumena che ha sofferto la perdita del suo piccolo bambino in un incidente nelle campagne modicane la scorsa estate. Dana è salita sul palco  tenendo fra le mani un piccolo foglio per poter essere più sicura nelle sue parole, quando ha guardato la platea che stava per ascoltarla ha buttato via il foglio e ha parlato con il cuore. È partita dal suo Paese per dare un futuro ai propri bambini, ha trovato nella lingua l’ostacolo maggiore. La sua vita è stata segnata da incontri positivi e negativi: datori di lavoro che non capivano il suo disagio ma anche famiglie che l’hanno accolta come una figlia e le hanno insegnato la nostra lingua. Poi la sua famiglia l’ha raggiunta, il marito e i suoi due figli. Dopo i primi problemi sono riusciti entrambi a trovare lavoro, a inserire i bambini a scuola, a farsi degli amici. Ma purtroppo una tragedia ha compromesso la serenità della sua famiglia, la scomparsa prematura del loro piccolo bambino. Ma Dana è riuscita a trovare la forza di continuare proprio nella solidarietà della comunità: con splendido stupore Dana ci ha raccontato di come la gente le regalava un sorriso o un abbraccio per strada o nella sua casa o in parrocchia; di come persone sconosciute si sono unite al suo dolore e le hanno fatto forza. “Ho capito cosa significa far parte di una comunità”. Lei e suo marito non volevano più rimanere a Modica, tutto ricordava loro il dramma sofferto, eppure una volta tornati in Romania hanno sentito il bisogno di ricongiungersi con la nostra comunità che tanto li aveva aiutati a sopportare il terribile lutto. E sono tornati. E adesso è compito nostro non abbandonarli e alleviare il loro dolore, perché il dolore non ha razza, la sofferenza non ha patria.
Il piccolo angelo volato in cielo, dice Dana, si chiamava Mario, un nome italiano.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi

La prima Lectio Divina del Vescovo ai giovani. Iniziativa della Pastorale Giovanile

Sabato 28  novembre ore 19,30 in Cattedrale a Noto : ” Parola d’amore”,  il Vescovo mons. Antonio Staglianò incontrerà i giovani della sua diocesi per  la Lectio Divina  sul brano tratto dal vangelo di luca : il  Magnificat.

Questo è il primo appuntamento della pastorale giovanile diocesana e dà l’avvio  all’ anno pastorale. Il tema  di quest’anno è: “alla ricerca della felicità”.  Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna” ( Mt 10,17). 

Con l’anno pastorale appena iniziato si comincia  un percorso umano spirituale che la pastorale giovanile diocesana compie insieme ai giovani della diocesi e che è scandito da vari appuntamenti. In due momenti forti dell’ anno, avvento e quaresima avremo come appuntamenti la lectio divina “parola d’amore”, 28 novembre e 20 febbraio a Pozzallo in Chiesa Madre alle ore 19,30. Con l’inizio del 2010 partirà il laboratorio della fede, corso di formazione per operatori di pastorale giovanile, progetto – dicono quelli dell’equipe diocesana – che abbiamo ideato pensando a Giovanni Paolo II e raccogliendo  la sua eredità consegnataci a Tor Vergata nel 2000. Il laboratorio si terrà ad Ispica presso la parrocchia di San Giuseppe dalle ore 15,00 alle ore 19,30 di sabato 16 gennaio, di sabato 6 febbraio, di sabato 20 marzo  e di sabato 17 aprile 2010. I primi due incontri saranno tenuti da don Cesare Pagazzi sul tema: il cammino spirituale dei giovani, il primo e  le mete educative il secondo, mentre il terzo sarà tenuto dalla prof.ssa Ina Siviglia sulla “regola di vita”, ed il quarto da don Corrado Lorefice sul tema: “la guida spirituale il suo profilo umano e spirituale”.

Ultimo appuntameno, e non per importanza è l’incontro, tanto atteso con il Santo Padre Benedetto XVI che incontrerà i giovanin siciliani il 1 e il 2 maggio 2010 a Palermo.
questo percorso diocesano si inserisce in un percorso nazionale e mondiale che ci vede impegnati a prepararci alla gmg di madrid che si terrà nel 2011.
Vi ricordiamo che abbiamo concluso il triennio dell’agorà e  ripartiamo dalle nostre agorà per incamminarci  verso la GmG di Madrid.

Iscriviti alla nostra NewsLetter, sarai sempre aggiornato sulle ultime novità dalla Diocesi