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PUBBLICATO IL BANDO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 23/24.

Nella nostra diocesi sono disponibili 20 posti per 3 progetti, tra Modica e Pachino. Durata 12 mesi. Scadenza: 10 febbraio 2023

Dedicato alle giovani e ai giovani che desiderano cogliere l’opportunità di investire 12 mesi nel conoscere meglio sè stessi, fare esperienza di servizio dentro realtà (associazioni, cooperative) impegnate nel sociale e condividere i valori dell’operato della Caritas diocesana… è stato pubblicato, il 15 dicembre 2022, il bando di Servizio Civile Universale con scadenza 10 febbraio 2023, emanato dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.

20 POSTI PER 3 PROGETTI CARITAS NOTO
Nella nostra diocesi sono disponibili 20 posti in 3 progetti di cui si allegano le sintesi.
Ricordiamo alle giovani e ai giovani interessati che l’accesso e la selezione dei progetti di servizio civile della Caritas Italiana vengono curati dalle Caritas diocesane, secondo le modalità previste dal Sistema di reclutamento e selezione accreditato presso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale.

La scadenza per le domande è fissata alle ore 14.00 di venerdì 10 febbraio ’23. Le domande vanno presentate esclusivamente tramite la piattaforma del del sito scelgoilserviziocivile. è quindi opportuno quindi contattare quanto prima la Caritas diocesana di Noto anche via wapp il cell. 3332514260 per avere informazioni aggiuntive sul percorso di accesso e selezione e per conoscere meglio i progetti.

NOME E SEDE DEI TRE PROGETTI CARITAS DI NOTO

  • Titolo primo Progetto: Diamo una mano
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Donne con minori a carico e donne in difficoltà
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Centro di ascolto Caritas di Pachino (SR)
  • Giovani volontari coinvolti: 4 (senza vitto e alloggio).


  • Titolo secondo Progetto: Il nome del padre e le benedizioni della madre
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Casa don Puglisi, Modica (RG)
  • Giovani volontari coinvolti: 8 (senza vitto e alloggio).


  • Titolo terzo Progetto: L’amore qui non passa
  • Settore e area di intervento: Assistenza – Disabili
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Ass. “Piccoli Fratelli Onlus”, Modica e Ass. Volontariato “Agape”, Pachino
  • Giovani volontari coinvolti: 8 (senza vitto e alloggio).


PERCORSO GENERALE
In generale, occorre tener conto che, per accrescere la conoscenza reciproca e garantire la massima informazione sui progetti e sull’Ente, il percorso che proponiamo a tutti i candidati è il seguente:

  1. un colloquio preliminare (anche prima della scadenza del bando),
  2. un piccolo tirocinio presso le sedi di attuazione del progetto, per vedere in concreto cosa si propone (possibilmente prima della scadenza del bando),
  3. un corso propedeutico in cui vengono date altre informazioni sulla Caritas e sul progetto e che rappresenta il primo momento di selezione ufficiale (dopo la scadenza del bando).

Suggeriamo quindi di inoltrare la domanda formale solo dopo aver contattato la Caritas diocesana, la quale fornirà tutte le informazioni utili e aiuterà l’aspirante volontario a scegliere il progetto e la sede più adatti, nonché a compilare la domanda.

 


QUALE ASCOLTO E QUALE POSTO PER I POVERI NELLE NOSTRE COMUNITÀ?

Incontro della delegazione regionale Caritas: programmazione e nomine

I direttori regionali Caritas

C’è un clima bello negli incontri regionali della Caritas, per la lunga tradizione di cercare insieme vie che aiutino una testimonianza credente e credibile del Vangelo ma anche di coltivare affetto fraterno. Giovedì 14 dicembre all’Oasi francescana di Pergusa, l’incontro della delegazione è iniziato con la preghiera comunitaria guidata dal segretario della Cesi, don Giuseppe Rabita, e quindi subito ci si è raccordati per essere insieme alla “tre giorni” di spiritualità ad Assisi promossa da Caritas italiana.

A dire l’attenzione alla “via del Vangelo”, una delle tre proposte da papa Francesco per i cinquant’anni di Caritas italiana. “Via del Vangelo” che diventa centralità della Parola nel servizio pedagogico delle nostre Caritas. E insieme la “via degli ultimi”, chiedendosi – con forti sollecitazioni del vescovo delegato, Mons. Giovanni Accolla – che posto hanno effettivamente i poveri nelle nostre comunità, quale ascolto diamo loro nel cammino sinodale, quale consapevolezza c’è della comune povertà che abbiamo sperimentato ultimamente nella pandemia e che ci aiuta ad accostarci agli ultimi restituendo, abbracciando, condividendo. E, quindi, la “via della creatività”, dei segni che interessano il territorio, dell’attenzione alla storia, della ricerca di un’economia diversa e di una comunicazione che abbia il tono della narrazione.

Su queste tre vie si lavorerà quest’anno, decidendo momenti comuni delle Caritas di Sicilia a febbraio (con la presenza del direttore nazionale), marzo, maggio, a cui si aggiunge ad aprile il convegno nazionale. Dopo la nomina da parte dei vescovi del delegato regionale nella persona di Giuseppe Paruzzo, della diocesi di Caltanissetta, si è votato per il vicedelegato ed è stato designato il direttore della nostra Caritas diocesana di Noto, Fabio Sammito.

Alcune nomine saranno definite in seguito, tra quelle già precisate c’è il nuovo referente per la mondialità, il diacono Girolamo Errante Parrino, della diocesi di Mazara del Vallo: un ambito in cui si prevede tra l’altro un gemellaggio con la Tunisia, che coinvolge anche la nostra diocesi che ha avviato contatti già qualche anno fa attraverso la partecipazione a una visita pastorale e la colletta della quaresima di due anni fa.

IL CONTRASTO ALLA POVERTÀ È UNA PRIORITÀ

Ribadita la disponibilità di Caritas e CEI a fornire un contributo al Governo per una riforma dello strumento del Reddito di cittadinanza

Il futuro va costruito a partire dal presente, mettendo a frutto le lezioni del passato, per andare oltre le criticità attuali. Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI offrono il proprio contributo per la costruzione e l’elaborazione di proposte finalizzate a migliorare la condizione di milioni di persone in povertà.

Sostenere le famiglie e le persone in difficoltà economica deve essere una indiscutibile priorità per chiunque abbia a cuore il benessere del nostro Paese, soprattutto in un momento di crisi energetica e di galoppante inflazione. Per questo, in occasione della chiusura dei termini per la presentazione degli emendamenti alla Legge di bilancio 2023, Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI ribadiscono che, in quanto diritto di cittadinanza, occorre garantire alle persone in povertà una misura di sostegno, come accade in tutti i Paesi europei, nel rispetto della dignità di ciascuno. L’auspicio è che si possa creare uno spazio comune e partecipato di confronto e dialogo per migliorare e adeguare lo strumento del Reddito di Cittadinanza.

Caritas e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro si propongono come interlocutori per un percorso condiviso con tutti gli attori in campo

Secondo l’Istat, tale misura ha rappresentato per molte famiglie un aiuto concreto e in alcuni casi fondamentale, soprattutto nei mesi della pandemia, proteggendo dalla caduta in povertà un milione di persone (circa 450.000 nuclei). I nostri monitoraggi confermano la validità dello strumento che ha supportato numerose persone che si rivolgono ai servizi Caritas e che in alcuni casi sono riuscite a sganciarsi dal circuito dell’assistenza.

Molti sono stati i passi avanti fatti negli ultimi anni, ma non deve calare l’attenzione sulla povertà che richiede oggi più che mai di essere affrontata con lucide analisi e interventi adeguati. Rispetto alle previsioni contenute nella legge di bilancio 2023, che individuano alcune azioni transitorie per il 2023 e posticipano al 2024 la riforma complessiva del Reddito di Cittadinanza, Caritas e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI ricordano che potrebbe ripercuotersi negativamente sulle persone molto fragili la scelta di ridurre da 12 a 8 mesi il contributo per i beneficiari considerati “occupabili”. Tra di loro, infatti, ci sono coloro che non vivono in famiglie con minori, con persone con disabilità e con over 60enni, molte persone single, anche in situazioni di grave difficoltà e che, in base a questo criterio di occupabilità, potranno essere incanalate in percorsi di inserimento lavorativo, pur non essendo in grado di farlo. Sarà, dunque, necessario nei prossimi mesi monitorare l’intervento transitorio per far sì che la riforma del 2024 eviti e superi errori e criticità di questa fase.

Caritas Italiana e Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro della CEI si propongono come interlocutori per avviare un percorso condiviso con tutti gli attori in campo. La sfida è formulare proposte ponderate e solidamente ancorate all’esperienza di questi anni, oltre che comprensive del punto di vista degli operatori del settore e di quello dei beneficiari.

IL NOSTRO SOSTEGNO IN UCRAINA

L'impegno della Caritas a sostegno della popolazione sconvolta dalla follia della guerra

In questi giorni di grande difficoltà a livello internazionale la Caritas continua il suo impegno attraverso la Rete di aiuto e le parrocchie a livello diocesano a cui ci si può rivolgere per qualunque tipo di bisogno e richiesta.
Guardando alla crisi in Ucraina di seguito rimandiamo all’ultimo comunicato stampa di Caritas Italiana che aggiorna sulla situazione e su ciò che si può fare. Si rimane in attesa anche di ulteriori indicazioni per un aiuto coordinato e garantito dalla stessa Caritas nazionale dei quali verranno comunicati gli sviluppi.
In Ucraina la situazione è sempre più grave con la capitale Kiev sotto assedio, si temono sempre più vittime civili e il rischio di una catastrofe umanitaria. Sono già centinaia di migliaia sfollati e rifugiati nei Paesi limitrofi.

Dare aiuto, ascolto e sostegno

In questo quadro è sempre più difficile l’opera di soccorso della Caritas in Ucraina che moltiplica gli sforzi per far fronte ai bisogni immediati, ma anche per dare ascolto e sostegno psicologico alla popolazione sconvolta dalla follia della guerra. Gli operatori stanno cercando di mantenere in attività tutta la rete dei centri polivalenti che sono stati attrezzati per aiutare i tanti sfollati di questa lunga crisi che ha coinvolto il paese. Attraverso questi centri e altre strutture che man mano si rendono disponibili, si stanno distribuendo generi alimentari, prodotti per l’igiene, acqua potabile, e prodotti per il riscaldamento, si sta fornendo assistenza sanitaria, supporto psicologico, assistenza alle persone anziane rimaste sole ed accoglienza. Operatori e volontari sono mobilitati per trasportare le persone più vulnerabili in zone più sicure. Da segnalare anche la presenza di personale sanitario che negli anni si è specializzato nell’assistenza delle persone traumatizzate dalla guerra che risulta quanto mai preziosa in questo frangente.
Particolare attenzione è rivolta ai minori, in parte alloggiati presso 22 case-famiglia, ma soprattutto ai tanti bambini ospitati negli orfanotrofi pubblici. La Caritas ha messo a disposizione nella parte più occidentale del paese 5 strutture di accoglienza dove assistere questi bambini.
La solidarietà si è estesa anche nei paesi limitrofi dove si stanno riversando i profughi. Si stima che nei prossimi giorni tra uno e cinque milioni di ucraini potrebbero cercare rifugio in Europa, passando soprattutto attraverso la Polonia.

Le Caritas Polonia, Moldova e Romania sono in prima fila nell’organizzazione dell’accoglienza e chiedono un aiuto per far fronte a tale emergenza. In Moldavia la Caritas ha aperto tre centri (Chisinau, Palanca e Ocnita) per 500 posti letto, mentre in Polonia la rete delle Caritas diocesane ha messo a disposizione altri 2500 posti letto. Stanno inoltre mobilitando volontari per stare vicino alle famiglie che saranno accolte nei centri predisposti dalle autorità locali. Vicinanza e solidarietà sono state espresse anche a quanti sono dovuti scappare in Russia, nella regione di Rostov, che negli anni hanno ricevuto il sostegno della Caritas diocesana locale e di Caritas Italiana.
Registriamo infine una grande mobilitazione solidale in tutta Europa, con iniziative per la pace e di prossimità alle comunità di ucraini/e che vivono in Italia e negli altri paesi europei. In Italia molte ucraine impregnate in servizi di cura nelle nostre famiglie esprimono preoccupazione per la sorte dei loro familiari. Sono 230 mila gli ucraini che vivono stabilmente nel nostro paese, l’80 per cento sono donne che lavorano nei servizi di assistenza e cura.

Caritas Italiana è infatti in costante collegamento con le Caritas in Ucraina, in coordinamento con Caritas Europa e Caritas Internationalis e resta accanto alla popolazione, confermandosi una presenza instancabile nell’emergenza, con una costante attenzione alle persone. Inoltre, a fianco e a supporto delle Caritas dei Paesi confinanti, si adopera per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra. Si stima che nei prossimi giorni tra uno e cinque milioni di ucraini potrebbero cercare rifugio in Europa: l’intera rete delle Caritas diocesane su tutto il territorio nazionale sostiene le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione in sofferenza o in fuga e a contribuire all’accoglienza di quanti arriveranno in Italia.

Come donare

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 – 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario (causale “Europa/Ucraina”) tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474

• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013

• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

 

Noto, 28/02/2022

Il direttore Don Angelo Giurdanella

Nota sui fatti all’hotspot di Pozzallo

 

Il fatto increscioso accaduto ieri a Pozzallo non ci lascia indifferenti, soprattutto in
riferimento ai tanti pozzallesi di cui conosciamo il cuore e la sensibilità. Oggi questo
cuore è stato tradito da pochi delinquenti che hanno appicato il fuoco all’hotspot,
simbolo di una prima accoglienza della nostra terra di Sicilia e della nostra diocesi di
Noto. Condanniamo senza appello ogni atto di violenza che non solo non risolve i
problemi ma complica il lungo e impegnativo percorso di integrazione.
Tuttavia esprimiamo totale disaccordo con quanti pretendono di leggere il fatto in
maniera ideologica scatenando odio e razzismo che da sempre rappresenta una colla
velenosa per la società civile.
Noi siamo per il partito dell’uomo e ci schieriamo sempre a favore dei più deboli e
questa sarà l’unica tessera di appartenenza ricevuta da Gesù Cristo, il Dio fatto
Uomo.
Il nostro impegno come diocesi, a costruire una società più fraterna, dove l’altro
venga percepito come risorsa e non come pericolo sarà ancore più forte e contiamo
sulla disponibilità della comunità di Pozzallo che porta avanti con dignità e
responsabilità l’eredità lasciata da Giorgio La Pira quale uomo che ha investito tutto
se stesso sull’incontro delle culture.
Noto, 19/07/2021

Direttore Migrantes
Diocesi di Noto
Don Paolo Catinello